Gennaio 23, 2019

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    Sardegna Ieri

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    Se vai in Egitto sai di trovare le piramidi. Se passi per la Grecia, te lo aspetti che prima o poi finirai nei pressi di qualche tempio dalle massicce colonne. A Roma, vuoi non incappare nelle gradinate a mezzaluna degli anfiteatri?Così, se passi per i territori che anticamente formavano la Mesopotamia, non ti aspetti di beccare un nuraghe. Eppure in Sardegna, dove amiamo non farci mancare niente, dal mare alla montagna e dal deserto al canyon, sovvertiamo tutte le aspettative esibendo una struttura tipica della Mesopotamia: una ziqqurat, l’unica del Mediterraneo.Si trova in una vasta pianuralungo la strada che da Sassari conduce a Porto Torres, ed è uno dei monumenti preistorici più antichi della Penisola. A segnalarne l’esistenza nel 1950 fu Antonio Segni, all’epoca Ministro dell’Istruzione, che parlò all’archeologo Giovanni Lilliu di una misteriosa montagnola situata in una delle sue tenute, precisamente nella pianura della Nurra, in località Monte d’Accoddi.

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    Situato nel medievale Giudicato di Arborea, il castello di Medusa rappresenta un unicum nel suo genere. Il complesso fortificato, situato nel territorio tra Samugheo e Asuni,  sorge sul colle calcareo Sa conca ‘e su Casteddu, a picco sulla gola formata dal Rio Araxisi, in epoca tardo romana con l’obiettivo di controllare le comunità indigene della Barbaria. Il castello è oggi facilmente raggiungibile seguendo l’itinerario che parte dal centro di Samugheo.

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    Nella primavera del 1943, allo scopo di prevenire le sempre più numerose puntate offensive dei bombardieri e dei caccia alleati su obbiettivi militari, civili ed infrastrutturali della Sardegna, venne creato un sistema di scoperta e difesa elettronica che, unitamente alla rete di avvistamento dislocata in punti dominanti della costa sarda, permetteva di fornire un preavviso di alcuni minuti, utili ad una reazione di intercettamento e contrasto della caccia italo-tedesca basata su aeroporti isolani, oltre che di quella delle batterie costiere.

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