Da 41 anni sono il suo cavallo di battaglia. Gli 'spaghetti neri alla Vittorio' è il piatto più rinomato dell'omonimo ristorante di Carloforte, cittadina sull'isola di San Pietro dove si parla tabarchino. Un gustosissimo primo che Vittorio Poma, 72 anni, carlofortino doc, ha realizzato miscelando sapori di mare e cinque sughi diversi: crostacei, pesto, ragù di tonno, rosso di vongole e il tocco finale, il nero di seppia. Il tutto arricchito da cipolla, aglio, brandy, olio evo e altro ancora.

 

Non ha remore a indicare gli ingredienti il ristoratore del locale aperto nel 1967 nel Corso Battellieri, sul lungomare, di fronte all'attracco dei traghetti. Ma solo lui riesce ad amalgamarli a puntino, farli saltare in padella con un'abilità tale da dar vita ad un gusto inconfondibile. "Li ho inventati una mattina di 41 anni fa, nel 1976 - racconta Vittorio all'ANSA - allora lavoravo con pochi clienti e due tavolini e servivo i piatti tradizionali.

Ho detto a mia moglie 'Graziella, se non si ha un piatto forte si è destinati a restare un ristorante qualsiasi. Per fare il salto di qualità bisogna usare un pò di fantasia'. Così ho cominciato a giocare con sapori e ingredienti e a dare quel non so in più di personale al piatto carlofortino". E' piaciuto subito per quel suo sapore unico e il passaparola ha funzionato. Con lui lavorano la moglie e i figli.

Luca sta in cucina e sta affinando sempre più l'arte tra i fornelli, Tiziana cura la sala e la gastronomia. Nel locale di Vittorio il Mago, come viene chiamato, sono passati politici, calciatori, attori. Ogni anno è quasi un pellegrinaggio per tanti turisti che fanno una capatina nel suo locale per riconfermare la bontà degli spaghetti.

Autodidatta, Vittorio si è creato un'identità che lo ha reso tra gli ambasciatori della cucina carlofortina doc. La sua storia ha il sapore della favola. Nel 1967 inizia come cameriere nella trattoria della signora Anna Napoli, la prima donna nel campo della ristorazione a Carloforte. Anna riconosce subito in lui passione e talento, lo accoglie come un figlio.

Il locale cambia none, Vittorio diventa chef e patron dell'omonimo ristorante. "Sono orgoglioso di babbo, mi ha dato tanti insegnamenti preziosi per il lavoro e per la vita - dice Luca, il figlio - da una idea, da un esperimento in cucina ha dato vita ad un sugo conosciuto in tutto il mondo. Per me un grande esempio".
   

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