Gennaio 23, 2019

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    Contos de foghile

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    Un un’isola magica e misteriosa come la Sardegna l’eco di tradizioni sussurrate da secoli vive e si fa udire ancora oggi, soprattutto in quei centri lontani dalle coste, in cui l’isolamento rallenta la scomparsa di antiche abitudini e credenze. Come in alcuni paesi interni dell’Ogliastra, o della Gallura di nord-est o della selvaggia ed ermetica Barbagia, teatro della non troppo lontana epoca del banditismo sardo.

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    Oggi vi racconto la storia di Nicola. Storia che molti di voi avranno gia' letto nei quotidiani e in rete, quindi non vi racconto niente di nuovo, ehheheh. Ma per me e' stata comunque una sorpresa. Perche' la mattina di ieri mi sono svegliato a Esterzili e avevo intenzione di salire al monte Santa Vittoria per godere del panorama. Prima pero' vado al solito bar, da Mau, a fare colazione e incontro Serge per strada, gli dico che stavo salendo su al monte. E lui mi dice: sai, sta arrivando quel ragazzo che si e' arrampicato sul ponte di Gadoni e vuole salire anche lui.

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    Si racconta che il diavolo abbandonò Monti di la Cruzi per recarsi su questo monte. Pare che il suo nome derivi dal fatto che ci fossero dei “fraili” (nella parlata locale, questo termine indica delle fucine, ossia i laboratori del fabbro) dove si coniavano monete false utilizzate per pagare le imposte.

    Fu il diavolo che sul “Monti Fraili” protesse i falsari che vi ebbero la fucina nel 1639. Vennero squadroni di soldati del re per catturare i falsari e distruggere quei laboratori, ma essi non trovarono mai niente.

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