Storia e archeologia

Anonima Sequestri, il rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi, 1979
I retroscena del sequestro

«Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile 
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere 
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve 
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete 
passerà anche questa stazione senza far male 
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore»

F.C. De André

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Infilare la testa nella casa di una fata
Case di fate, appunto. In lingua sarda, Domus de Janas.

“Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate”. No, non è farina del mio sacco, bensì grano di Michela Murgia, che con questa frase apre il suo buon Viaggio in Sardegna. Dico buono non solo perché il libro che cito è bello (se la Sardegna vi appassiona vi suggerisco di leggerlo). Dico buono perché ogni viaggio, su quest’isola, è buono. Che sia reale o metaforico, che sia di vista o di udito, di tatto o di olfatto, di gusto e di pensiero – magari preso per mano, quest’ultimo, proprio da un buon libro – ogni tipo di viaggio in Sardegna è un’occasione presa e ben spesa.

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Trovare nelle grotte di San Michele, a Ozieri, tracce della più antica cultura dell'Isola
Espressione di questa società rurale è il culto del bue (o del toro) che diventa il partner della Terra Madre

Ozieri, capoluogo della regione storica del Logudoro, ha visto nascere quella che oggi è considerata dagli archeologi la più importante civiltà della Sardegna prenuragica, che prende il nome di Cultura di San Michele o, appunto, di OzieriTutto cominciò, infatti, presso una grotta di questa località: la grotta di San Michele. Gli scavi qui effettuati, nel 1914 e nel 1949, portarono alla luce testimonianze fondamentali per la Sardegna archeologica, in grado di restituire il profilo di quest’antica ma progredita cultura, che si sviluppò nell’isola in un periodo compreso, all’incirca, tra il 3800 e il 2900 a. C

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Percorrere la scalinata di un pozzo sacro durante l'Equinozio
Alcuni studiosi ritengono che i pozzi sacri siano in generale frutto di un raffinato calcolo teso a determinare l'orientamento astronomico

Stesso periodo e non meno affascinanti delle grosse torri megalitiche. Sono i pozzi sacri: pietre che formano templi per il culto dell’acqua. Si tratta di strutture cariche di mistero, costruite nei pressi di fonti e sorgenti d’acqua, composte da un atrio, solitamente recintato con dei massi, e un ingresso da cui parte la gradinata che conduce al fondo buio del pozzo, non sempre buio, come vedremo a breve. Una sorta di mistica discesa verso l’acqua, fonte primaria della vita. Non abbiate timore di introdurvi in questi spazi: il livello dell’acqua difficilmente supera il primo gradino, e lo spettacolo, comunque, vale molto più di una sola bagnata. Esistono vari tipi di pozzo sacro. Il tipo a Tholos, di forma circolare, è una sorta di nuraghe sotterraneo. Il tipo a Megaron ha invece un perimetro rettangolare, e può essere diviso in più camere, coperte da un tetto a spioventi. 

 

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Lo stormo di Porto Conte
di Paolo Cau, Direttore Archivio Soprintendenza Cagliari

Ti cade sotto l’occhio una pagina del ‘300 e ti punge vaghezza di saperne di più, approfondire, scavare nelle altre fonti dopo questa del Villani (Matteo), la Crónica dell’Anonimo Catalano, la Pisana, l’opera dei fratelli Stella, Naugerio o Navagerio e Dandolo che poco aggiungono alla trama ed all’ordito delle prime due. Il fatto è la battaglia che ora diciamo di Porto Conte, quel martedì 27 agosto del 1353. E allora, come in uno di quei corsi full immersion che mai mi vedranno allievo, a cercar di tutto, lì attorno, per indovinare se non delineare atmosfere e colori, discorsi diretti e suoni, gestualità, istinti e premeditazioni, di chi remigava e si batteva per mare: Dante e quel libro che lo mette in rapporto con l’arte navale, Francesco da Barberino (1264-1348), le parole tronche dell’Anonimo Genovese che parla di altri scontri di rostro e remo (Curzola e Lajazzo) i progetti grandiosi di Marin Sanudo di Torcello (1260-1338), le istruzioni di Egidio Romano (1243-1316), gli aridi elenchi di dotazioni che le galere liguri dovevan imbarcare per l’Oriente (il “Libro della Gazaria”), e, o Muse o Alto Ingegno, qualcuno dei tasselli si potrà pur riempire.

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Stupirsi di vedere una ziqqurat dove nessuno se l'aspetterebbe
Lungo la strada che da Sassari conduce a Porto Torres si trova l'unica ziqqurat del Mediterraneo

Se vai in Egitto sai di trovare le piramidi. Se passi per la Grecia, te lo aspetti che prima o poi finirai nei pressi di qualche tempio dalle massicce colonne. A Roma, vuoi non incappare nelle gradinate a mezzaluna degli anfiteatri?Così, se passi per i territori che anticamente formavano la Mesopotamia, non ti aspetti di beccare un nuraghe. Eppure in Sardegna, dove amiamo non farci mancare niente, dal mare alla montagna e dal deserto al canyon, sovvertiamo tutte le aspettative esibendo una struttura tipica della Mesopotamia: una ziqqurat, l’unica del Mediterraneo.Si trova in una vasta pianuralungo la strada che da Sassari conduce a Porto Torres, ed è uno dei monumenti preistorici più antichi della Penisola. A segnalarne l’esistenza nel 1950 fu Antonio Segni, all’epoca Ministro dell’Istruzione, che parlò all’archeologo Giovanni Lilliu di una misteriosa montagnola situata in una delle sue tenute, precisamente nella pianura della Nurra, in località Monte d’Accoddi.

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    Primo piano

    • Concorso Letterario “Racconti dalla Sardegna”
      Historica edizioni (www.historicaedizioni.com) indice la terza edizione del concorso “Racconti dalla Sardegna”. Si accettano racconti a tema libero che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (1 cart. = 30 righe di 60 battute per un totale di 18mila battute spazi inclusi). Sono ammesse eccezioni se gli elaborati superano di poco il limite prefisso. Ogni autore può inviare al massimo un racconto. 
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    • Riparte il Trenino Verde | Il calendario ufficiale del 2017
      Riparte il Trenino Verde della Sardegna, il servizio turistico con le carrozze e i locomotori d'epoca, una anche a vapore, che attraversa i comuni dell'interno dell'Isola collegandoli con alcune delle più belle località turistiche. 
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    • MACOMER: in origine Macópsisa
      Antica denominazione dell’attuale Macomer (NU). Dal punto di visto paleografico, il termine Macópsisa documentato nella Geografia di Tolomeo (III, 3, 7) andrebbe correttamente emendato in *Macómisa, secondo l’autorevole opinione di E. Pais e di G. Paulis. Una complessa evoluzione linguistica ha comportato il mutamento di un originario toponimo punico nelle forme seriori attestate in periodo medievale (Macumeri nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado) e moderno (Makkumèle nel dialetto odierno). Macomer deriverebbe infatti da un precedente termine punico Maqom her significante “Il luogo della regione montuosa”, mentre la forma ricostruita *Macómisa attesterebbe la persistenza di un precedente punico Maqom misa indicante il “luogo dell’uscita”.
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    • Corsi formativi e workshop per le imprese del Nuorese e dell’Ogliastra
      Diffondiamo il catalogo formativo dei corsi per le imprese organizzati dalla Confindustria Sardegna Centrale in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro. I programmi formativi sono rivolti ad imprenditori, dipendenti, collaboratori familiari e manager che lavorano nelle aziende del territorio, iscritte all’Ente Camerale di Nuoro. 
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    • PASQUALE DEMIS POSADINU: “ASSALTO” AL PRIMO MAGGIO
      Pasquale Demis Posadinu è uno dei 110 artisti provenienti da ogni parte d'Italia in corsa per uno dei tre posti disponibili nella line-up del concerto del Primo Maggio (Roma, piazza San Giovanni), uno degli eventi più attesi e importanti del'Italia in musica. L'OCCASIONE. Pasquale Demis Posadinu è l'unico artista made in Sardegna ad essere stato inserito – post iscrizione e preselezione nazionale – nel lotto degli aspiranti alla vittoria del contest 1M Next, ideato e prodotto da iCompany e Ruvido Produzioni, società organizzatrici del concerto. Al momento il match si gioca in rete, sul filo delle votazioni online, sul portale vetrina www.primomaggio.net/1mnext: l'Isola ha risposto presente e a distanza di 24 ore dalla “scoperta” - dato rilevato alle ore 8 di oggi, mercoledì 22 maggio - il cantautore e musicista nulvese è al terzo posto assoluto con 1600 voti, alle spalle di due band: i pugliesi Misga e i calabresi VillaZuk, con Renanera, Mistura Louca e Ivan Granatino unici nomi del lotto ad aver superato quota 1000 voti. Lo stop alle votazioni arriverà domenica 26 marzo. Provarci? “Un obbligo, quasi un dovere” (cit.)
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    • Alla scoperta della bellezza in Ogliastra
      Non molto lontana dalle spiagge di Porto Cervo, eppure così distante dal mood Costa Smeralda. L'Ogliastra trafigge il cuore di chi la visita con la sua grazia selvaggia. Terra di grotte, cunicoli, di boschi antichi e pastori centenari, e certo, terra di banditi, teatro di sparizioni e di misteri, che il giornalista Attilio Bolzoni in un articolo sul bandito Attilio Cubeddu descrive come «aspra, che da una parte si confonde con l' impenetrabile Barbagia e dall'altra precipita in un mare esageratamente azzurro, cime di neve e cale al riparo dal maestrale, sperduti ovili e luccicanti imbarcaderi». 
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