Sardinia Antiqua

Il culto di Marte in Sardegna
di Antonello Sanna

Dio romano, affine al greco Ares. Figlio di Giunone (l’Era degli Elleni) nel mondo romano era la divinità che presiedeva alla guerra. Era anche una divinità della primavera (perché il periodo della guerra iniziava con la fine dell’inverno) e della giovinezza (la guerra è soprattutto attività destinata ai giovani). Secondo la tradizione M. era il padre di Romolo e Remo generati  dall’unione con la Rea Silivia; avrebbe egli stesso inviato ai figli esposti sul Palatino una lupa perché li allattasse. Oltre ai Romani anche alcune genti italiche ritenevano di discendere da Marte, da cui trassero il nome (i Marsi, i Marrucini, i Mamertini). Il culto di M. in Sardegna non ha lasciato tracce evidenti.

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Maltamonenses: gli antichi lavoratori della terra in Sardegna
di Paola Ruggeri

Nome di origine etnica di una popolazione rurale, noto attraverso un’iscrizione (E.E. VIII, 919), rinvenuta nell’agro di Sanluri e ritenuta dal primo editore un cippo di confine. I Maltamonenses, secondo le più recenti ipotesi (M. Bonello Lai), erano dei lavoratori della terra di condizione servile (come suggerirebbe il genitivo di appartenenza che nel testo accompagna l’etnico, Maltamonenses Cens(ori) Secundini), che prestavano la propria opera all’interno dei latifondi del senatore (vir clarissimus) Cens(orius ?) o Cens(or?) Secundinus, un latifondista (possessor) ritenuto di probabile origine italica (P. Meloni).

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MACOMER: in origine Macópsisa
di Michele Guirguis

Antica denominazione dell’attuale Macomer (NU). Dal punto di visto paleografico, il termine Macópsisa documentato nella Geografia di Tolomeo (III, 3, 7) andrebbe correttamente emendato in *Macómisa, secondo l’autorevole opinione di E. Pais e di G. Paulis. Una complessa evoluzione linguistica ha comportato il mutamento di un originario toponimo punico nelle forme seriori attestate in periodo medievale (Macumeri nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado) e moderno (Makkumèle nel dialetto odierno). Macomer deriverebbe infatti da un precedente termine punico Maqom her significante “Il luogo della regione montuosa”, mentre la forma ricostruita *Macómisa attesterebbe la persistenza di un precedente punico Maqom misa indicante il “luogo dell’uscita”.

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Cagliari, in origine Karales
di MARCELLA BONELLO LAI

Unico stanziamento fenicio allo sbocco meridionale del Campidano (fine VIII-inizio VII a.C.): il primo nucleo forse si trovava fra lo stagno di S. Gilla e le pendici dei colli di Tuvixeddu e Castello.  Acquistò importanza e consistenza alla fine del VI sec. Con la conquista cartaginese della Sardegna (ante 509), K. divenne capoluogo dell’epicrazia cartaginese; governata da 2 sufeti, fu ampliata verso Est (collina di Castello e litorale) e fortificata (prima metà IV sec.); a S. Paolo fu sistemato il tofet (seconda metà IV sec.). Dopo la I guerra punica, i mercenari rivoltosi vi rinchiusero e forse uccisero il boetarca Bostare (238-237).

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I percorsi sardi dell’Itinerario Antoniniano
di Attilio Mastino

L’Itinerarium Antonini, un'opera che contiene la descrizione delle principali vie che attraversavano le province dell'impero romano, che si attribuisce all’età dell’imperatore Caracalla, almeno nella sua prima redazione dell’inizio del III secolo d.C., distingue all’interno di un unico iter Sardiniae (complessivamente lungo quasi mille miglia) ben sette percorsi, che in realtà sono solo una selezione di carattere annonario rispetto ad una più ampia serie di itinerari di maggiore o di minore importanza documentati anche archeologicamente. Le fonti utilizzate dal geografo sono sicuramente successive all’età di Traiano (dal momento che le Aquae Ypsitanae sono già divenute Forum Traiani), con aggiornamenti che forse risalgono addirittura alla fine del III secolo.

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Gli Iliensi: i sardi discendenti di Enea e acerrimi nemici dei Romani
di Paola Ruggeri

Gli Iliensi furono popolazione non urbanizzata della Barbaria stanziata nella prima metà del I secolo d.C. in un’area compresa tra le pendici orientali della catena del Marghine e l’alto corso del fiume Tirso. Tale localizzazione è suggerita, secondo gli studiosi, dal documento epigrafico inscritto sull’architrave del nuraghe “Aidu Entos” (Porta dei venti), sito in comune di Bortigali (Nuoro), a 1 Km. dall’abitato di Mulargia. In quell’area, denominata forse, in antico, Sessar (toponimo paleosardo), l’autorità romana avrebbe concesso agli Iliensi di poter esercitare i propri diritti (iura), probabilmente in rapporto alla loro attività di pastori e alle frequenti controversie che si sviluppavano con le popolazioni confinanti in merito all’uso e al transito delle greggi attraverso le zone pianeggianti.

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    Primo piano

    • Ad Alghero il racconto di Antonio Marras, artista irrequieto
      Nulla dies sine linea. Così ci si riferiva al pittore Apelle che non lasciava passar giorno senza tratteggiare con il pennello qualche linea. E nessuno come Antonio Marras, genio artistico di sangue algherese, potrebbe meglio interpretare questa frase. Una vita, quella di Marras, di continue suggestioni e stimoli, di creazioni espresse e desiderate, di idee e tributi. Impossibile o quasi raccontarne le sfumature. In quel quasi c'è una mostra. Monumentale, densa, ricca di sfumature e sorprese che ha giocato, tra lo scorso autunno e questo inverno (ne abbiamo parlato qui, ndr), negli spazi della Triennale di Milano per accogliere, in un percorso sensoriale, opere, disegni e appunti del Marras che non ti aspetti.
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    • A CENA CON L’AUTORE TONINO OPPES: IL BALLO CON LE JANAS A PISA
      Si narra che le Janas siano creature minute, deliziose e bellissime, e soprattutto incantatrici e custodi di segreti e di magie. Le loro domus de janas, le case delle fate, si trovano in un’isola, la Sardegna, che per la sua forma sembra un’impronta di un piede, o meglio, di un sandalo. Un’isola bellissima, agreste, demoniaca e maliarda, proprio come le minuscole fatine danzanti, che scelgono come dimora delle rocce scavate dal Nord al Sud. Ovunque il loro aleggiare accompagnava la Terra Sarda;  i loro occhi hanno visto nascere comunità intere, generazioni e generazioni. Paesi minuscoli sparsi su montagne, colline e pianure, zone impervie e ricche di flora e di fauna, dove il filo che teneva uniti grandi e piccini era quello del valore della memoria.
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    • LA “SARDA TELLUS” DI GENOVA INCONTRA NERIA DE GIOVANNI PER IL RICORDO DEL NOBEL GRAZIA DELEDDA
      Nel novantesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda, la Sarda Tellus di Genova ha organizzato domenica 7 maggio un incontro dedicato alla grande scrittrice sarda con la partecipazione di una delle più grandi esperte sull'argomento, la critica letteraria Neria De Giovanni, presentata da Bruno Rombi, il quale ha esordito tracciando il profilo della studiosa.
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    • Musica: gli Yes aprono Rocce Rosse Blues
      Il progressive rock degli Yes dà il la a Rocce Rosse Blues 2017. Il festival ogliastrino si apre il 22 luglio nel piazzale degli scogli di Arbatax, frazione marina di Tortolì.  
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    • In Sardegna yacht vela più grande mondo
      Si chiama "A" ed è lo yacht a vela più grande del mondo: in questi giorni l'imbarcazione del miliardario russo Andrey Melnichenko è in Sardegna. Da ieri notte è ormeggiato davanti all'isola di Tavolara, nelle acque di Porto Taverna a Loiri Porto San Paolo, in Gallura.
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    • Cavalcata Sarda: successo a Sassari
      Una folla entusiasta e un cielo terso hanno decretato il successo della 68/a edizione della Cavalcata Sarda, a Sassari. Oltre 100 mila persone hanno assistito alla "Festa della bellezza", ammirando e applaudendo gli oltre 3mila figuranti che partendo da corso Francesco Cossiga hanno sfilato in via Asproni, via Roma, piazza d'Italia, portici Crispo, piazza Castello, via Cagliari, Emiciclo Garibaldi, viale Italia, viale Mancini e piazza d'Armi.
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