Sardinia Antiqua

Gli Iliensi: i sardi discendenti di Enea e acerrimi nemici dei Romani
di Paola Ruggeri

Gli Iliensi furono popolazione non urbanizzata della Barbaria stanziata nella prima metà del I secolo d.C. in un’area compresa tra le pendici orientali della catena del Marghine e l’alto corso del fiume Tirso. Tale localizzazione è suggerita, secondo gli studiosi, dal documento epigrafico inscritto sull’architrave del nuraghe “Aidu Entos” (Porta dei venti), sito in comune di Bortigali (Nuoro), a 1 Km. dall’abitato di Mulargia. In quell’area, denominata forse, in antico, Sessar (toponimo paleosardo), l’autorità romana avrebbe concesso agli Iliensi di poter esercitare i propri diritti (iura), probabilmente in rapporto alla loro attività di pastori e alle frequenti controversie che si sviluppavano con le popolazioni confinanti in merito all’uso e al transito delle greggi attraverso le zone pianeggianti.

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Ilario: il papa sardo
di PierGiorgio Spanu

Originario della Sardegna, come riportato nel Liber Pontificalis, da arcidiacono fu stretto collaboratore di papa Leone I Magno (440-461), che già aveva apprezzato le sue doti quando Ilaro, in qualità di legato pontificio, intervenne al Concilio di Efeso del 449 assumendo rigide posizioni contro il Monofisismo. Nel 461 venne eletto papa, succedendo a Leone non solo nella carica ma anche nella politica religiosa, sia nei confronti delle Chiese occidentali sia di quelle orientali.

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Ichnussa: analisi sull'origine del termine
di Antonello Sanna

Antica denominazione della Sardegna; dal greco ichnos = orma, pianta del piede. Si ritiene ancora oggi, sbagliando, che tale denominazione sia più antica di Sardò, nome dell’isola probabilmente già noto da Erodoto nel V sec a.C, come dimostrerebbe la citazione nelle sue Storie di  un mare sardonion che bagnava le coste della Sardegna. In età repubblicana la forma I. era citata da Sallustio Crispo (I a.C.), per quanto a confermarlo sia la sola testimonianza indiretta di Aulo Gellio (III d.C.); questi nelle sue Notti Attiche contrapponeva Sallustio allo storico siceliota Timeo di Tauromenio (IV-III sec. a.C.) affermando che nel primo si trovava I. e nel secondo Sandaliotis. Plinio nella Naturalsi historia (I sec. d.C.) andava più lontano nel tempo, rendendo noto che: Sardiniam ipsam Timaeus Sandaliotim appellavit ab effigie soleae, Myrsilus Ichnusam a similitudine vestigii, e cioè, che già Mirsilo di Metimna, (autore di una storia locale e vissuto nel III a.C.) chiamava l’isola I. per la sua forma simile all’impronta di un piede (a similitudine vestigium), mentre Timeo conosceva la variante Sandaliotis, ossia “forma di sandalo” (ab effigie soleae).

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Iosto, il figlio di Ampsicora protagonista della guerra sarda contro i Romani
di Attilio Mastino

Hostus, Iosto o Osto, figlio di Hampsicora, protagonista durante la guerra annibalica dell’accordo dei Sardi con il senato di Cartagine nel 215 a.C. e della guerra sarda contro i Romani.  Il nome del figlio di Hampsicora, Hostus, di dubbia interpretazione, compare tre volte in Livio, XXIII,40-41, con riferimento allo scontro svoltosi nella provincia romana di Sardinia dopo la battaglia di Canne:

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Herculis insula: sapete di quale isola si tratta?
di Esmeralda Ughi

Con questo nome Plinio il Vecchio nella Naturalis historia (III, 7, 84), indicava non solo l’Asinara, ma anche la vicina Isola Piana; mentre invece Tolomeo (Geogr. III, 3, 8) indicava con questo nome solo l'isola dell'Asinara, distinguendola nettamente dall’Isola Piana, chiamata “Diabate insula”, ossia “isola di passaggio”.

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Gregorio Magno: dal suo Epistolario le fonti più importanti del periodo bizantino in Sardegna
di Tomasino Pinna

Gregorio I, detto Magno, santo, di nobile famiglia romana, fu papa dal 590 al 604. Aveva in precedenza ricoperto rilevanti cariche in ambito civile (come prefetto di Roma) ed ecclesiastico (come legato papale alla corte imperiale di Costantinopoli), maturando quelle capacità e competenze che ne definirono l’alto profilo di uomo politico, oltre che di capo religioso, e che si aggiunsero alle sue esperienze di vita contemplativa (aveva fondato diversi monasteri e vissuto da monaco prima di diventare papa).

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    Primo piano

    • Gramsci: Quaderni del carcere a studenti
      "Scarmigliato studente fuori sede che amava il sardo, il latino e il greco, ma anche la scienza e la tecnica: Antonio Gramsci". Il Fai Sardegna annuncia con questo titolo le iniziative legate alle celebrazioni per gli 80anni dalla morte del grande pensatore e intellettuale, tra i più tradotti e letti al mondo, avvenuta a Roma il 27 aprile del 1937.
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    • Il tributo di Antonio Marras ad Eva Mameli Calvino
      "Sembravo timida ma non lo ero per niente. Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare.Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto,però sapevo che desideravo scoprireper essere utile.A chi o cosa lo ignoravo ma l'ideadi diventare qualcunomi accompagnò sempre in quegli anni."Eva Mameli Calvino     Chissà se anche lei, Eva Mameli Calvino, che "sembrava timida ma non lo era per niente", si sarebbe unita a quella liberatoria danza dei fiori in chiusura della sfilata che Antonio Marras ha realizzato ripensando a questa donna straordinaria. Se, sulle note di un grammofono, avrebbe volteggiato tra i suoi fiori, leggera come il movimento di una corolla, per poi ricomporsi e tornare a studiare, scoprire, annotare. Antonio Marras la immagina così e racconta, in occasione della Milano Moda Donna 2017, la nuova collezione Autunno Inverno con la leggerezza di una danza tra i fiori, ripensando alla grande scienziata del Novecento e in un gioco di corrispondenze, incontri e desideri unisce la passione per la natura a quella per la danza.
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    • Il mare della Sardegna al top su TripAdvisor: 5 su 10 sono sue
      Cinque delle dieci spiagge più belle d’Italia sono in Sardegna. L’isola, infatti, domina la classifica nazionale 2017 TripAdvisor, in base alla qualità e alla quantità delle recensioni e del punteggio attribuiti dai viaggiatori negli ultimi dodici mesi. E allora, la più amata è in Sicilia, ed è la spiaggia dei Conigli di Lampedusa, seguita a stretto giro, al secondo e al terzo posto nelle preferenze dei vacanzieri e degli amanti del bel mare, Cala Mariolu e Cala Golortzè a Baunei. In quinta posizione, invece, si attesta La Pelosa di Stintino, sesta Porto Giunco a Villasimius, mentre Is Aruttas a Cabras chiude degnissimamente la top ten.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Su Sennoreddu e sos de S'Iscusorzu
      Il carnevale di Teti è stato reinterpretato recentemente per volontà di un gruppo di giovani del paese, volenterosi di promuovere una rappresentazione folclorica, che pone le sue basi su un’antica leggenda popolare che, a sua volta, fa riferimento a fatti storici realmente accaduti.
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    • La leggenda del castello di Galtellì
      Una notte dello scorso dicembre restai più di due ore ascoltando attentamente una donna di Orosei che mi narrava le leggende del castello di Galtellì. Il suo accento era così sincero e la sua convinzione così radicata che spesso io la fissavo con un indefinibile sussulto, chiedendomi se, per caso, queste bizzarre storie a base di soprannaturale, che corrono pei casolari del popolo, non hanno un fondamento, e qualcosa di vero. Il castello di Galtellì - la Civitas Galtellina, altre volte così fiorente e popolata, ora decaduta in miserabile villaggio - è interamente distrutto; restano solo i ruderi neri e desolati, dominanti il triste villaggio, muti e severi nel paesaggio misterioso. La leggenda circonda quelle meste rovine con un cerchio magico di credenze strane, fra cui la principale è che l'ultimo Barone, ovvero lo spirito suo, vegli giorno e notte sugli avanzi del castello, in guardia dei suoi tesori nascosti. 
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    • Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
      Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.
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