Sapori di sardegna

Cavolo soffocato alla sassarese
Un piatto dai mille sapori, perfetto per le giornate invernali.

"Sassarese magna caula". Ovvero: "Sassaresi mangia cavoli".  Questo modo di apostrofare gli abitanti del capoluogo sardo, esalta il loro amore per questo gustosissimo ortaggio, versatile e dalle molteplici proprietà nutritive. Il cavolo è infatti un antinfiammatorio naturale, ricco di ferro e fibre, calcio e acidi grassi e si presta a ricette semplici ma dal sapore inconfondibile. 

Uno dei modi più sfiziosi per cucinarlo e servirlo nelle giornate invernali è approfittare della recente raccolta delle olive e di quelle messe da parte dopo la frangitura per creare un piatto dai mille sapori.  

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Le lorighittas di Morgongiori

Le lorighittas sono una pasta tipica di Morgongiori. Si tratta di piccoli anelli intrecciati che richiedono pazienza e meticolosità. 

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Vittorio, mago degli spaghetti 'neri'
5 sughi al sapore di mare, estro e talento per piatto d'autore

Da 41 anni sono il suo cavallo di battaglia. Gli 'spaghetti neri alla Vittorio' è il piatto più rinomato dell'omonimo ristorante di Carloforte, cittadina sull'isola di San Pietro dove si parla tabarchino. Un gustosissimo primo che Vittorio Poma, 72 anni, carlofortino doc, ha realizzato miscelando sapori di mare e cinque sughi diversi: crostacei, pesto, ragù di tonno, rosso di vongole e il tocco finale, il nero di seppia. Il tutto arricchito da cipolla, aglio, brandy, olio evo e altro ancora.

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Pane frattau al tonno fresco, pomodorini e capperi
Una ricetta fresca ed estiva che gioca con un vero principe della tavola: il tonno rosso di Carloforte

A fine giugno Carloforte e la sua tonnara, unicità del Mediterraneo, intingono di profumi e sapori le vie del borgo, mescolando con maestria l'intensità del tonno rosso, vero protagonista del luogo tabarchino, e la brezza marina, cornice perfetta di una storia antica.  

Celebriamo questa bontà nostrana con una ricetta - perfetta anche come antipasto- dal gusto fresco e suggestivo, di veloce preparazione e sicuro effetto. 

 

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Torronai di Tonara tutelano propria arte
Nasce l'Unione di 25 produttori e venditori locali

I torronai di Tonara si costituisco in associazione per tutelare il loro mestiere ed il loro prodotto. "Unione torronai Tonara" racchiude 25 imprese locali tra venditori e produttori di questo dolce tipico a base di miele, frutta secca e albume d'uovo. Ora il torrone di Tonara ha un marchio che ne garantisce qualità, autenticità e originalità. 

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Spaghetti ricci e carciofi

Il gusto delicato e lievemente sapido dei ricci di mare si sposa perfettamente con il sapore intenso dei carciofi sardi.

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    Primo piano

    • I 3 martiri sardi menzionati nel Martirologio Geronimiano
      Antico calendario che riporta l’elenco dei martiri venerati nelle diverse località del mondo cristiano, sia in Oriente che in Occidente. Erroneamente attribuito a S. Gerolamo, dal quale ha preso il nome, si tratta in realtà di una compilazione anonima redatta, nella versione originaria, in Italia settentrionale nel secondo quarto del V secolo. Sebbene abbia un carattere assai scarno, il testo contiene le indicazioni essenziali per la celebrazione dei diversi martiri (le cosiddette “coordinate agiografiche”); per ogni giorno dell’anno registra, infatti, il nome di tutti i martiri festeggiati in quella data -si tratta, in genere, della data della morte, che i cristiani consideravano, tuttavia, il dies natalis- preceduto, ciascuno, dall’indicazione del luogo in cui ricorre la celebrazione, luogo che corrisponde, di norma, alla regione o alla città che custodisce l’oggetto che ha ingenerato il culto, ossia il sepolcro del martire.
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    • Dj Fanny: "Baglioni portami a Sanremo"
      Per passione fa il dj e la musica è il suo mondo. Andrea Turnu, di Ales (Oristano), ha 30 anni e da sei gli è stata diagnosticata la terribile SLA. Andrea vive immobile in un letto, ma i suoi occhi non si fermano mai. Dai suoi profili social (il suo account Facebook è significativamente #ConGliOcchi) comunica, lancia proposte, pubblica dirette video, partecipa a campagna di raccolta fondi per la ricerca. 
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    • A Mamoiada la magia dei fuochi di S.Antonio
      I fuochi di Sant'Antonio Abate illuminano il 16 e 17 gennaio Mamoiada, un rito propiziatorio millenario tra il sacro e il profano. Una quarantina di roghi, col suggestivo gioco di luci e bagliori, bruciano fino alle prime luci dell'alba tra slarghi e piazze. Il 17 pomeriggio, dalle 15 fanno, la loro comparsa le figure tradizionali dei Mamuthones e Issohadores, con i giri attorno al fuoco e le processioni danzanti per le vie del paese.
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    • Giulia Achenza: vi racconto la mia Sardegna, culla della bellezza
      Un mondo onirico, fatto di fotogrammi di luoghi in cui sappiamo di non essere mai stati ma per cui vien facile provare quella nostalgia della lontananza che i tedeschi chiamano "Fernweh". Un mondo in cui i personaggi si fondono con la natura e con la casa che, spesso sono uno stesso corpo. Un mondo di ricerca attenta e collaborazioni importanti che fanno di Giulia Achenza, classe 1989, una delle videomaker più promettenti della nuova generazione.
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    • Teatro: Macbettu miglior spettacolo 2017
      Il dramma shakespeariano trasportato in una Sardegna arcaica e senza tempo. Macbettu di Alessandro Serra, prodotto da Sardegna Teatro in collaborazione con Teatropersona, è vincitore del Premio Ubu 2017 come miglior spettacolo dell'anno.
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    • Il Natale nella Letteratura sarda
      Salvatore Cambosu in Miele Amaro, il suo capolavoro, - che possiamo, considerare un’antologia, un catalogo generale dell’identità sarda, della sua storia e della sua civiltà - ora come etnologo e antropologo, ora come demologo e storico, ma soprattutto come narratore e poeta, racconta dall’interno, dal sottosuolo, facendosi portavoce del popolo, una sardità non mitizzante ma ancorata alla realtà. E con essa descrive riti e tradizioni. Fra i tanti temi a lui molto cari e tra i più frequentati vi è il Natale. Ecco cosa scrive in proposito nel capitolo Poesie Natalizie liete e tristi: «Certo, ci vuole proprio un villaggio perché un bambino come Gesù possa nascere ogni anno per la prima volta. In città non c'è una stalla vera con l'asino vero e il bue; non si ode belato, e neppure il grido atroce del porco sacrificato, scannato per la ricorrenza. In città è persino tempo perso andar cercando una cucina nel cui cuore nero sbocci il fiore rosso della fiamma del ceppo. E infine, con tante luci che vi oscurano le stelle, è troppo pretendere attecchisca la speranza che, alla punta di mezzanotte, i cieli si spalancheranno e dallo squarcio s'affaccerà una grotta azzurra...».
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