Storie e Leggende

Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
Si racconta che furono le leggendarie Janas a dare origine ai gioielli dell'isola.

Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.

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Commuoversi davanti a un ormai raro giuramento tra innamorati
Se nella notte di San Giovanni Battista avrete una promessa d'amore da destinare a qualcuno, andate a raccogliere la menta selvatica nelle campagne di Carloforte.

Circa venti giorni dopo la sagra del Girotonno, per l’esattezza durante la notte di San Giovanni Battista, che cade tra il 23 e il 24 giugno, a Carloforte si festeggiano due ricorrenze dal sapore antico: la promessa degli innamorati o giuramento di fedeltà, e l’elezione del compare e della comare, un patto indissolubile e sacro che pone il legame tra i contraenti un gradino sopra l’amicizia. Un tempo la promessa degli innamorati consisteva in un vero e proprio cerimoniale nel quale l’uomo donava alla donna alcuni chicchi di grano, simbolo di abbondanza, mentre questa stringeva il rosario, simbolo di fede.

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Far visita al paese delle streghe
Is Cogas, questo il nome sardo delle temibili creature.

Il 30 Gennaio 2000 Rai Tre mandò in onda un servizio su Villacidro, il cui oggetto fu ripreso nei giorni seguenti da alcune riviste e quotidiani importanti: una leggenda affascinante decretava maledetto questo paese di quindicimila abitanti scarsi, perché infestato dalle streghe. Secondo un articolo dai toni medievaleggianti (comparso sul quotidiano La Repubblica) “un alto tasso di suicidi perpetua la leggenda e molti abitanti fanno ricorso costante a riti esorcisitici per difendersi”.

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Maria di Eltili la leggenda di una donna sardo - islamica

La leggenda narra di una donna, Maria di Eltili, che viene rapita dai Mori mentre raccoglie canne insieme alla madre lungo lo stagno costiero. Trasportata a Tunisi, diventa dopo un po'di tempo, la favorita del sultano. Dopo molti anni, quando è ormai adulta, il sultano la riconsegna ai mercanti di schiavi, i quali la rivendono in Sardegna e Maria riesce a ritrovare le vie di casa. Maria di Eltili è un personaggio complesso: è una donna sarda attaccata alla sua terra da cui è stata strappata da bambina, ma è diventata islamica e quindi in lei convivono due anime e due culture. E' una donna che conosce i segreti delle erbe medicinali, è una levadora che possiede il mistero della vita che nasce , ma è anche una accabadora che sa porre fine alla vita. 

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Santa Nostasìa di Tonara: assalto alle opere d'arte
I fedeli e lo stesso clero depredarono anche una parte degli archi gotici esterni

Quello intercorso tra i tonaresi e Santa Anastasia è, senza dubbio, un rapporto piuttosto controverso, caratterizzato da elementi poco chiari e misteri non ancora svelati. Se è vero, da un lato, che il periodo antecedente l’abbandono della Chiesa fu caratterizzato da uno stato di evidente incuria, rilevato, tra l’altro, in alcuni documenti conservati nella biblioteca parrocchiale del paese, dall’altro la Chiesa risultava essere ricca di opere d’arte e contenuti di consistente valore. Nel corso di una visita pastorale risalente agli inizi del XIX secolo,  fu il Vescovo stesso a lamentare i segni di una evidente trascuratezza ravvisando ombre di bruciatura sul portone principale della chiesa e l’amputazione di un arto alla statua della Santa.

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Il giallo dimenticato di Santa Nostasìa
Fu la prima chiesa parrocchiale di Tonara, ora è un cumulo di macerie

Rione Toneri, a pochi passi dal centro abitato di Tonara. Qui giacciono in silenzio quelle che furono le mura della Chiesa di Santa Anastasia, per i tonaresi Santa Nostasìa, poi divenuta per troncamento Santa Nosta. Nostra, per l’appunto, perché gli  abitanti del luogo quella chiesa la sentivano propria, sin dal XIV secolo quando, una rappresentanza di monaci Vallombrosani, valicato il Tirreno, giunse dall’Etruria in Sardegna dove edificò ricchi e splendidi monasteri, governando un gran numero di villaggi rurali.  Oggi, a testimonianza di quella che fu sino al 1820, la prima Chiesa Parrocchiale della cosiddetta Villa Tunare, rimangono solamente pochi ruderi, forse ciò che resta del presbiterio.

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    Primo piano

    • Gramsci: Quaderni del carcere a studenti
      "Scarmigliato studente fuori sede che amava il sardo, il latino e il greco, ma anche la scienza e la tecnica: Antonio Gramsci". Il Fai Sardegna annuncia con questo titolo le iniziative legate alle celebrazioni per gli 80anni dalla morte del grande pensatore e intellettuale, tra i più tradotti e letti al mondo, avvenuta a Roma il 27 aprile del 1937.
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    • Il tributo di Antonio Marras ad Eva Mameli Calvino
      "Sembravo timida ma non lo ero per niente. Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare.Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto,però sapevo che desideravo scoprireper essere utile.A chi o cosa lo ignoravo ma l'ideadi diventare qualcunomi accompagnò sempre in quegli anni."Eva Mameli Calvino     Chissà se anche lei, Eva Mameli Calvino, che "sembrava timida ma non lo era per niente", si sarebbe unita a quella liberatoria danza dei fiori in chiusura della sfilata che Antonio Marras ha realizzato ripensando a questa donna straordinaria. Se, sulle note di un grammofono, avrebbe volteggiato tra i suoi fiori, leggera come il movimento di una corolla, per poi ricomporsi e tornare a studiare, scoprire, annotare. Antonio Marras la immagina così e racconta, in occasione della Milano Moda Donna 2017, la nuova collezione Autunno Inverno con la leggerezza di una danza tra i fiori, ripensando alla grande scienziata del Novecento e in un gioco di corrispondenze, incontri e desideri unisce la passione per la natura a quella per la danza.
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    • Il mare della Sardegna al top su TripAdvisor: 5 su 10 sono sue
      Cinque delle dieci spiagge più belle d’Italia sono in Sardegna. L’isola, infatti, domina la classifica nazionale 2017 TripAdvisor, in base alla qualità e alla quantità delle recensioni e del punteggio attribuiti dai viaggiatori negli ultimi dodici mesi. E allora, la più amata è in Sicilia, ed è la spiaggia dei Conigli di Lampedusa, seguita a stretto giro, al secondo e al terzo posto nelle preferenze dei vacanzieri e degli amanti del bel mare, Cala Mariolu e Cala Golortzè a Baunei. In quinta posizione, invece, si attesta La Pelosa di Stintino, sesta Porto Giunco a Villasimius, mentre Is Aruttas a Cabras chiude degnissimamente la top ten.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Su Sennoreddu e sos de S'Iscusorzu
      Il carnevale di Teti è stato reinterpretato recentemente per volontà di un gruppo di giovani del paese, volenterosi di promuovere una rappresentazione folclorica, che pone le sue basi su un’antica leggenda popolare che, a sua volta, fa riferimento a fatti storici realmente accaduti.
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    • La leggenda del castello di Galtellì
      Una notte dello scorso dicembre restai più di due ore ascoltando attentamente una donna di Orosei che mi narrava le leggende del castello di Galtellì. Il suo accento era così sincero e la sua convinzione così radicata che spesso io la fissavo con un indefinibile sussulto, chiedendomi se, per caso, queste bizzarre storie a base di soprannaturale, che corrono pei casolari del popolo, non hanno un fondamento, e qualcosa di vero. Il castello di Galtellì - la Civitas Galtellina, altre volte così fiorente e popolata, ora decaduta in miserabile villaggio - è interamente distrutto; restano solo i ruderi neri e desolati, dominanti il triste villaggio, muti e severi nel paesaggio misterioso. La leggenda circonda quelle meste rovine con un cerchio magico di credenze strane, fra cui la principale è che l'ultimo Barone, ovvero lo spirito suo, vegli giorno e notte sugli avanzi del castello, in guardia dei suoi tesori nascosti. 
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    • Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
      Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.
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