Storie e Leggende

Atlantide, il continente perduto e ritrovato... in Sardegna
Un viaggio tra scienza e leggenda

Atlantide: il continente perduto, l’isola misteriosa dove gli uomini vivevano finché volevano, con montagne ricche di metalli preziosi e sorgenti, con estati piacevoli e inverni miti, e i raccolti sempre abbondanti. Un eden, dove la vita scorreva lenta e armoniosa. Con la stessa forma rettangolare raccontata da Platone nel Timeo, quel continente vegliato da migliaia di torri-grattacielo (i nuraghi) è la Sardegna. Così sostiene il giornalista Sergio Frau nel libro Le Colonne d’Ercole – un’inchiesta – pubblicato nel 2002 da Nur-Neon editore e ristampato più volte.

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Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
Si racconta che furono le leggendarie Janas a dare origine ai gioielli dell'isola.

Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.

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Commuoversi davanti a un ormai raro giuramento tra innamorati
Se nella notte di San Giovanni Battista avrete una promessa d'amore da destinare a qualcuno, andate a raccogliere la menta selvatica nelle campagne di Carloforte.

Circa venti giorni dopo la sagra del Girotonno, per l’esattezza durante la notte di San Giovanni Battista, che cade tra il 23 e il 24 giugno, a Carloforte si festeggiano due ricorrenze dal sapore antico: la promessa degli innamorati o giuramento di fedeltà, e l’elezione del compare e della comare, un patto indissolubile e sacro che pone il legame tra i contraenti un gradino sopra l’amicizia. Un tempo la promessa degli innamorati consisteva in un vero e proprio cerimoniale nel quale l’uomo donava alla donna alcuni chicchi di grano, simbolo di abbondanza, mentre questa stringeva il rosario, simbolo di fede.

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Far visita al paese delle streghe
Is Cogas, questo il nome sardo delle temibili creature.

Il 30 Gennaio 2000 Rai Tre mandò in onda un servizio su Villacidro, il cui oggetto fu ripreso nei giorni seguenti da alcune riviste e quotidiani importanti: una leggenda affascinante decretava maledetto questo paese di quindicimila abitanti scarsi, perché infestato dalle streghe. Secondo un articolo dai toni medievaleggianti (comparso sul quotidiano La Repubblica) “un alto tasso di suicidi perpetua la leggenda e molti abitanti fanno ricorso costante a riti esorcisitici per difendersi”.

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Maria di Eltili la leggenda di una donna sardo - islamica

La leggenda narra di una donna, Maria di Eltili, che viene rapita dai Mori mentre raccoglie canne insieme alla madre lungo lo stagno costiero. Trasportata a Tunisi, diventa dopo un po'di tempo, la favorita del sultano. Dopo molti anni, quando è ormai adulta, il sultano la riconsegna ai mercanti di schiavi, i quali la rivendono in Sardegna e Maria riesce a ritrovare le vie di casa. Maria di Eltili è un personaggio complesso: è una donna sarda attaccata alla sua terra da cui è stata strappata da bambina, ma è diventata islamica e quindi in lei convivono due anime e due culture. E' una donna che conosce i segreti delle erbe medicinali, è una levadora che possiede il mistero della vita che nasce , ma è anche una accabadora che sa porre fine alla vita. 

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Santa Nostasìa di Tonara: assalto alle opere d'arte
I fedeli e lo stesso clero depredarono anche una parte degli archi gotici esterni

Quello intercorso tra i tonaresi e Santa Anastasia è, senza dubbio, un rapporto piuttosto controverso, caratterizzato da elementi poco chiari e misteri non ancora svelati. Se è vero, da un lato, che il periodo antecedente l’abbandono della Chiesa fu caratterizzato da uno stato di evidente incuria, rilevato, tra l’altro, in alcuni documenti conservati nella biblioteca parrocchiale del paese, dall’altro la Chiesa risultava essere ricca di opere d’arte e contenuti di consistente valore. Nel corso di una visita pastorale risalente agli inizi del XIX secolo,  fu il Vescovo stesso a lamentare i segni di una evidente trascuratezza ravvisando ombre di bruciatura sul portone principale della chiesa e l’amputazione di un arto alla statua della Santa.

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    Primo piano

    • Impossibile non amare la Sardegna e i sardi. Emozionante lettera di un turista vicentino in vacanza
      Sono da poco rientrato da due settimane trascorse in giro per la Sardegna. Non ho scritto nulla sui miei spazi social durante i miei giorni nell’isola. Ho lasciato parlare le molte immagini fotografiche, abbagliato da ciò che vedevo, sentivo, odoravo, gustavo e toccavo. Perché l'isola mi è esplosa intorno, e inevitabilmente mi è esplosa anche dentro. Ma poi il risultato di queste deflagrazioni necessita di tempo per posarsi e decantare e ci vorrà ancora ulteriore tempo per coglierne appieno l'essenza e la persistenza. 
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    • Cresce l’occupazione dipendente in Sardegna: +3% in un anno
      Cresce nel secondo trimestre del 2017 l'occupazione dipendente in Sardegna. A certificarlo sono i dati del SIL Sardegna (Sistema informativo del lavoro) elaborati dall'Osservatorio del mercato del lavoro dell'ASPAL (Agenzia sarda per le Politiche Attive per il Lavoro) che fotografano i flussi dei contratti registrati sul sistema della Regione. 
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    • LA VOCE DEI MINATORI DELLA MINIERA DI OLMEDO, CONTINUITA’ E PERSEVERANZA AD ABBATTERE IL TEMPO E IL SILENZIO
      La terra e le sue ricchezze, il lavoro duro di chi porta alla luce e rende fruibili alla comunità i suoi frutti, siano essi cresciuti al sole o maturati nel suo grembo in un susseguirsi di tempi, di cui spesso l’uomo moderno ha perso cognizione; risorse che nel tempo e nello scandirsi dello sviluppo economico hanno ridisegnato una geografia di mancate corrispondenze tra l’abbondanza di ciò che la terra offre, la dignità di chi su quella terra è nato, e logiche economiche e politiche spesso discordanti che nel loro sterile autoalimentarsi rimangono indifferenti al grido di coloro a cui non vengono riconosciuti diritti di base in una Repubblica che come la nostra si dice fondata sul lavoro.
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    • In Sardegna B&B nei bunker militari
      Sfruttare lo straordinario patrimonio della seconda guerra mondiale in Sardegna, disseminata di piccoli e grandi bunker, per aprire una nuova frontiera del turismo sostenibile, naturalistico ed escursionistico. Accanto alla valorizzazione in chiave turistica dei fari costieri voluta dalla Regione, arriva ora la proposta di legge dei Riformatori per riqualificare queste ex postazioni militari e rispondere così alle nuove esigenze ricettive di un'utenza sempre più attenta a vacanze alternative.
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    • Un pezzo NY a Cagliari con Ape musicale
      Un pezzo di New York nel cuore di Cagliari, nel vecchio Teatro civico di Castello distrutto dalle bombe della seconda guerra mondiale e da qualche anno rimesso a nuovo: domani l'esordio nazionale de L'Ape musicale di Lorenzo Da Ponte, per la prima volta nella ricostruzione effettuata dal musicologo Francesco Zimei su commissione del Teatro Lirico di Cagliari. L'opera è ambientata a Manhattan, ma ricorda molto anche la Sardegna tra sfondi di cielo azzurro, palme e casotti: sembra proprio di stare al Poetto, la spiaggia dei cagliaritani. 
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    • Amarcord Sardinia: un racconto corale della Sardegna Anni Settanta
      Ci sono quelle storie che si raccontano sulla carta, intrise di parole e descrizioni e quelle che vivono nelle sfumature di una foto, frutto di uno scatto curioso e indagatore. E sono queste ultime quelle che, con rara raffinatezza è riuscito a raccontare il fotografo milanese Ferdinando Longhi, artista dell’immagine quotato a livello internazionale che dal 2 al 5 settembre (H. 10-13, 17-21) con i suoi scatti in esposizione nella suggestiva Casa delle Dame, a pochi passi dal castello della Fava di Posada. Inaugurata il 2 settembre da Antonello Domenico Cabras, uno dei più promettenti ricercatori italiani nel campo della ricerca medica,  “Amarcord Sardinia”, realizzata col patrocinio del comune di Posada e con la collaborazione della Pro Loco, è una finestra aperta sugli anni Settanta nella Baronia che non ti aspetti.
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