Feste e sagre

A Norbello appuntamento con la Storia
Sabato 23 luglio il centro del Guilcer si veste di Medioevo e ne celebra i sapori

Era il luglio del 1188 quando Papa Clemente III affidò a Pietro, prete e cardinale di Santa Cecilia e a Sofredo, diacono e cardinale di Santa Maria in via Lata, il mandato di imporre al Giudice di Arborea la consegna ai genovesi del castello di Sella, nel territorio norbellese, da armati catalani e cavalieri templari. Per il secondo anno consecutivo il caratteristico centro di Norbello ripercorre gli avvenimento dell’epoca giudicale con una giornata evento, “La taverna della croce templare” che, il 23 luglio, accompagnerà i visitatori in un viaggio affascinante, tra storia e leggenda.

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Trovare riuniti tutti i costumi dell'isola alla Cavalcata Sarda
Anche la Cavalcata Sarda, come molte feste dell'isola viste finora, sarebbe di origine iberica

L’altra grande celebrazione sassarese è la Cavalcata Sarda che, insieme alla Festa di Sant’Efisio di Cagliari e alla Sagra del Redentore di Nuoro, fa parte della triade di manifestazioni isolane nelle quali è possibile vedere riuniti tutti gli abiti tradizionali della regione. Il suo carattere prettamente  profano la distingue dalla maggior parte delle altre feste sarde (che sono circa250). Il nucleo centrale dell’evento è composto dai costumi, dalle danze, dai canti e, soprattutto, dalle cavalleresche acrobazie.

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Assistere alla sfilata di uno dei più celebri Carnevali di Sardegna
Alla sfilata nel giorno del giovedì grasso possono assistere fino a cinquantamila spettatori

Un Carnevale tra i più famosi in Sardegna è quello di Tempio, le cui origini antiche sono difficili da ricostruire. Quello che si sa, con ragionevole certezza poiché confermato da alcune attestazioni scritte, è che, a cavallo tra Settecento e Ottocento, una grande festa popolare iniziava con l’Epifania e terminava con la pentolaccia, coprendo un arco temporale di circa due mesi, durante i quali la terra era messa a riposo e i contadini potevano rilassarsi e godere i frutti del proprio lavoro prima di riprendere l’attività.

 

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Vi racconto de "S'ardia", un luogo pieno di pazzi.
di Matteo Setzu

Anche quest'anno è arrivata, finita passata. S'Ardia è uno degli appuntamenti più sentiti in Sardegna. Forse quello che racchiude il numero più elevato di pazzi. Quei pazzi che assistono alla manifestazione sotto un sole cocente e nuvoloni di polvere. Quelli, da molti considerati pazzi perché salgono sui loro cavalli per sciogliere il voto a San Costantino.

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Vi racconto di Seulo... dove l'ospitalità è sacra
di Matteo Setzu

Ieri dopo la lunghezza di ben quattordici mesi sono riuscito a tornare a Seulo. L'avevo lasciato con una voragine nel ponte, una voragine che ancora c'e'. Quella stessa voragine che mi mise timore e che ora non fa più paura. Perché' la voglia di tornare era tanta e non poteva certo intimorirmi. E allora ecco che la supero e arrivo sin lassù, in quel paese cosi ospitale che mi porta indietro a tanti bei ricordi.Arrivo e trovo i volti di sempre, perennemente sorridenti.

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Vi racconto di Desulo, un paese con le atmosfere da fiaba
di Matteo Setzu

Eccoci qua, appena rientrati dalla montagna. Quella montagna impervia, lontana, abitata da genti che una volta incutevano timore.Quella montagna arredata di case in pietra e persone vestite di rosso.Quel rosso acceso che da vita ai rioni di una volta riproponendo le fasi di un passato sempre attuale. Questa e' Desulo. Questa e' la Montagna che Produce.

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    Primo piano

    • Il tributo di Antonio Marras ad Eva Mameli Calvino
      "Sembravo timida ma non lo ero per niente. Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare.Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto,però sapevo che desideravo scoprireper essere utile.A chi o cosa lo ignoravo ma l'ideadi diventare qualcunomi accompagnò sempre in quegli anni."Eva Mameli Calvino     Chissà se anche lei, Eva Mameli Calvino, che "sembrava timida ma non lo era per niente", si sarebbe unita a quella liberatoria danza dei fiori in chiusura della sfilata che Antonio Marras ha realizzato ripensando a questa donna straordinaria. Se, sulle note di un grammofono, avrebbe volteggiato tra i suoi fiori, leggera come il movimento di una corolla, per poi ricomporsi e tornare a studiare, scoprire, annotare. Antonio Marras la immagina così e racconta, in occasione della Milano Moda Donna 2017, la nuova collezione Autunno Inverno con la leggerezza di una danza tra i fiori, ripensando alla grande scienziata del Novecento e in un gioco di corrispondenze, incontri e desideri unisce la passione per la natura a quella per la danza.
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    • Il mare della Sardegna al top su TripAdvisor: 5 su 10 sono sue
      Cinque delle dieci spiagge più belle d’Italia sono in Sardegna. L’isola, infatti, domina la classifica nazionale 2017 TripAdvisor, in base alla qualità e alla quantità delle recensioni e del punteggio attribuiti dai viaggiatori negli ultimi dodici mesi. E allora, la più amata è in Sicilia, ed è la spiaggia dei Conigli di Lampedusa, seguita a stretto giro, al secondo e al terzo posto nelle preferenze dei vacanzieri e degli amanti del bel mare, Cala Mariolu e Cala Golortzè a Baunei. In quinta posizione, invece, si attesta La Pelosa di Stintino, sesta Porto Giunco a Villasimius, mentre Is Aruttas a Cabras chiude degnissimamente la top ten.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Su Sennoreddu e sos de S'Iscusorzu
      Il carnevale di Teti è stato reinterpretato recentemente per volontà di un gruppo di giovani del paese, volenterosi di promuovere una rappresentazione folclorica, che pone le sue basi su un’antica leggenda popolare che, a sua volta, fa riferimento a fatti storici realmente accaduti.
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    • La leggenda del castello di Galtellì
      Una notte dello scorso dicembre restai più di due ore ascoltando attentamente una donna di Orosei che mi narrava le leggende del castello di Galtellì. Il suo accento era così sincero e la sua convinzione così radicata che spesso io la fissavo con un indefinibile sussulto, chiedendomi se, per caso, queste bizzarre storie a base di soprannaturale, che corrono pei casolari del popolo, non hanno un fondamento, e qualcosa di vero. Il castello di Galtellì - la Civitas Galtellina, altre volte così fiorente e popolata, ora decaduta in miserabile villaggio - è interamente distrutto; restano solo i ruderi neri e desolati, dominanti il triste villaggio, muti e severi nel paesaggio misterioso. La leggenda circonda quelle meste rovine con un cerchio magico di credenze strane, fra cui la principale è che l'ultimo Barone, ovvero lo spirito suo, vegli giorno e notte sugli avanzi del castello, in guardia dei suoi tesori nascosti. 
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    • Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
      Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Urthos e Buttùdos
      Nella tradizione carnevalesca di Fonni, ci sono due antiche maschere che sono S’Urthu e Su Buttudu. La prima, è interamente ricoperta di pelle di montone bianco, e costituisce l’epicentro del rito simbolico. Viene tenuto tramite una grossa e pesante catena di ferro da due Buttudos, che lo tengono a bada nel suo tentativo di avventarsi contro la gente. Chi rappresenta S’Urthu, è generalmente una persona forte e agile, tant’è che riesce ad arrampicarsi sui balconi, sui muri e nei posti più impensabili, nel tentativo di sfuggire alla sua sottomissione, creando scompiglio e meraviglia tra la gente.
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