Editoriali

In difesa della Sardegna
di Antonio Piras

Mentre avantieri, a Sassari, alcuni sardi manifestavano la propria imbecillità, altri sardi, a Gonnosfanadiga, manifestavano per una causa per loro vitale. Ovvero, contro la costruzione in quei territori di un gigantesco impianto solare termodinamico che si estenderà per un'area ampia ben 232 ettari, pianeggiante e ricadente in zona agricola, nella quale operano aziende che attualmente certificano produzioni di qualità.

Secondo la relazione presentata - da parte dei proponenti - al Ministero dell'Ambiente, l'impianto opererà per un periodo di circa 30 anni. A sostegno della sua costruzione vengono utilizzati numerosi argomenti: riduzione dei combustibili fossili; impulso all'occupazione locale; introiti economici per le casse comunali; la possibilità, al termine della vita dell'impianto, di ripristinare la situazione precedente. Nella relazione si legge, addirittura, che “trattandosi di un tipo di impianto innovativo dal punto di vista tecnologico, non si deve escludere la possibilità di visite guidate e convegni relativi a tale settore, che andrebbero ad incrementare lo sviluppo “turistico” della zona” (pag. 12). In altre parole, oltre ai nostri nuraghi, alle nostre spiagge, alle tracce della nostra millenaria cultura, secondo i proponenti dovremmo esibire ai visitatori una distesa di pannelli solari per la quale però, come afferma la stessa relazione in un altro punto, sorge “l'esigenza di mitigare l'impatto visivo” attraverso “rivestimenti e colorazioni degli edifici” nonché la “messa a dimora” di piante che oscurino alla vista la centrale. I proponenti, dunque, immaginano visite turistiche in un luogo il cui impatto visivo va mitigato e la cui vista va coperta.

L'idea sarebbe buona se si volesse offrire un pacchetto che comprenda anche altri luoghi simbolo dello scempio subito nel tempo dal territorio sardo: basi militari, Saras, Furtei, aree industriali abbandonate; ma la verità è che l'argomentazione di stampo turistico, come le altre, è immaginata per popolazioni con l'anello al naso nonostante i tempi del “vogliamo milioni, non miliardi”, siano finiti.

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2017: ripartiamo dal Greenery
DI MARIELLA CORTES

Simbolo di rinascita, rinnovamento, rigenerazione e crescita. E' Greenery il colore scelto da Pantone per il 2017. La griffe statunitense, divenuta sinonimo della categorizzazione di cromie più importante al mondo ha indicato il colore, una sfumatura tra le nuances giallo e verde, come il più adatto al diffuso desiderio di recuperare il legame con la natura e alla necessità di cambiamento. 

E, appena entrati nel nuovo anno, riflettiamoci, come sardi, a quale possa essere la necessità di andare a rinnovarsi, di migliorare, di guardare in modo nuovo al nostro senso di appartenenza all'Isola di Ichnusa.

Lasciamo stare i buoni propositi, le promesse fittizie. Pensiamo ai problemi reali della nostra terra, alle possibili soluzioni e a come rendere migliore l'anno che ci attende. Svegliamoci dal torpore dell'attesa, smettiamo di aspettare un Godot che dovrebbe risolvere spopolamento e crisi dell'industria, migliorare il nostro posizionamento nel mercato turistico e svecchiare situazioni e mentalità. Impariamo a rischiare e togliere i paraocchi, a guardare all'estero e sfruttare le occasioni che arrivano e lasciamo passare senza tanto interesse o rimpianti.
Facciamolo partendo da una riflessione che, ancora oggi, possiamo trovare a portata di mano: pensiamo alla composizione del nostro cenone di fine anno, di quello che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole e chiediamoci quali e quanti siano i prodotti sardi e quanti invece, vengano da oltremare.

Perchè, di fatto, in un isola che del legame con la natura e i suoi prodotti ha costruito una identità, si continuano a importare migliaia di euro di prodotti non sardi.

Riappropriamoci della nostra natura, della nostra terra. Perchè il cambiamento parte da lì, dalle nostre radici. Ma, al contempo, con uno sguardo al rinnovamento, ai mercati esteri, ai new media. Scrolliamoci di dosso quel senso di fastidio nel guardare a cosa succede al di là delle nostre inflazionate coste e impariamo ad aprirci al mondo senza snaturare noi stessi.
Partendo dal greenery, un colore che ci renderà migliori. Se saremo i primi a volerlo.
Buon 2017 a tutti!

Ph: Panorama da Ura e sole, il nuraghe più alto della Sardegna

 

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Preoccupatevi del Populismo più che di Trump
DI SIMONE TATTI

Considerata la tendenza catastrofista di stamane, mi sento in dovere di rassicurare molti di voi sulle sorti del mondo. Premesso che, come peraltro dovreste sapere, l'attitudine dei politici è quella di fare promesse e non quella di mantenerle, soprattutto se in campagna elettorale, sussistono una serie di motivate ragioni per cui Donald Trump difficilmente potrà portare a compimento il suo programma elettorale. Tra queste, l'aspetto più rilevante è costituito dall'ostitlità del Congresso (molti repubblicani, infatti, lo contesteranno al pari dei democratici), che non gli consentirà di attuare quanto dichiarato.

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E la vera Barbagia risponde
di NATASCIA TALLORU

 

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    Primo piano

    • Concorso Letterario “Racconti dalla Sardegna”
      Historica edizioni (www.historicaedizioni.com) indice la terza edizione del concorso “Racconti dalla Sardegna”. Si accettano racconti a tema libero che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (1 cart. = 30 righe di 60 battute per un totale di 18mila battute spazi inclusi). Sono ammesse eccezioni se gli elaborati superano di poco il limite prefisso. Ogni autore può inviare al massimo un racconto. 
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    • Riparte il Trenino Verde | Il calendario ufficiale del 2017
      Riparte il Trenino Verde della Sardegna, il servizio turistico con le carrozze e i locomotori d'epoca, una anche a vapore, che attraversa i comuni dell'interno dell'Isola collegandoli con alcune delle più belle località turistiche. 
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    • MACOMER: in origine Macópsisa
      Antica denominazione dell’attuale Macomer (NU). Dal punto di visto paleografico, il termine Macópsisa documentato nella Geografia di Tolomeo (III, 3, 7) andrebbe correttamente emendato in *Macómisa, secondo l’autorevole opinione di E. Pais e di G. Paulis. Una complessa evoluzione linguistica ha comportato il mutamento di un originario toponimo punico nelle forme seriori attestate in periodo medievale (Macumeri nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado) e moderno (Makkumèle nel dialetto odierno). Macomer deriverebbe infatti da un precedente termine punico Maqom her significante “Il luogo della regione montuosa”, mentre la forma ricostruita *Macómisa attesterebbe la persistenza di un precedente punico Maqom misa indicante il “luogo dell’uscita”.
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    • Corsi formativi e workshop per le imprese del Nuorese e dell’Ogliastra
      Diffondiamo il catalogo formativo dei corsi per le imprese organizzati dalla Confindustria Sardegna Centrale in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro. I programmi formativi sono rivolti ad imprenditori, dipendenti, collaboratori familiari e manager che lavorano nelle aziende del territorio, iscritte all’Ente Camerale di Nuoro. 
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    • PASQUALE DEMIS POSADINU: “ASSALTO” AL PRIMO MAGGIO
      Pasquale Demis Posadinu è uno dei 110 artisti provenienti da ogni parte d'Italia in corsa per uno dei tre posti disponibili nella line-up del concerto del Primo Maggio (Roma, piazza San Giovanni), uno degli eventi più attesi e importanti del'Italia in musica. L'OCCASIONE. Pasquale Demis Posadinu è l'unico artista made in Sardegna ad essere stato inserito – post iscrizione e preselezione nazionale – nel lotto degli aspiranti alla vittoria del contest 1M Next, ideato e prodotto da iCompany e Ruvido Produzioni, società organizzatrici del concerto. Al momento il match si gioca in rete, sul filo delle votazioni online, sul portale vetrina www.primomaggio.net/1mnext: l'Isola ha risposto presente e a distanza di 24 ore dalla “scoperta” - dato rilevato alle ore 8 di oggi, mercoledì 22 maggio - il cantautore e musicista nulvese è al terzo posto assoluto con 1600 voti, alle spalle di due band: i pugliesi Misga e i calabresi VillaZuk, con Renanera, Mistura Louca e Ivan Granatino unici nomi del lotto ad aver superato quota 1000 voti. Lo stop alle votazioni arriverà domenica 26 marzo. Provarci? “Un obbligo, quasi un dovere” (cit.)
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    • Alla scoperta della bellezza in Ogliastra
      Non molto lontana dalle spiagge di Porto Cervo, eppure così distante dal mood Costa Smeralda. L'Ogliastra trafigge il cuore di chi la visita con la sua grazia selvaggia. Terra di grotte, cunicoli, di boschi antichi e pastori centenari, e certo, terra di banditi, teatro di sparizioni e di misteri, che il giornalista Attilio Bolzoni in un articolo sul bandito Attilio Cubeddu descrive come «aspra, che da una parte si confonde con l' impenetrabile Barbagia e dall'altra precipita in un mare esageratamente azzurro, cime di neve e cale al riparo dal maestrale, sperduti ovili e luccicanti imbarcaderi». 
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