Gabriele Bertacchini è nato a Bologna nel 1980. Cognome emiliano, madre nuorese.  Dopo la laurea in scienze naturali nell’Università della sua città e la specializzazione in comunicazione ambientale a Pisa, si trasferisce in Trentino. Nel 2006 fonda AmBios (www.ambios.it), azienda specializzata in comunicazione ambientale. Molto impegnato nel campo della protezione dell’ambiente, collabora con numerosi enti pubblici e privati sul territorio nazionale. Ha all’attivo oltre 2.000 interventi pubblici tra conferenze, seminari, incontri didattici.

“La bellezza che si ha intorno è così grande che gli occhi non la riescono a trattenere. (…)

La sabbia è fine, di un bianco quasi splendente.
Nel Sole di giugno riscalda i piedi infreddoliti da unlungo inverno. (…)
Nell’aria si respira l’energia del granito, che ètutt’intorno, nelle montagne, nei sassi e nelle pietre
che si trovano sulla spiaggia.
Sulle dune di sabbia, come in un giardino sospeso, sbocciano gigli profumati di un colore bianco lucente, ci sono piante di lentisco e alberi di ginepro contorti dal maestrale. (…)
Di fronte si stagliano le pareti di un’isola dallaforma allungata, diversa da tutto il resto, di un grigio
molto chiaro. Le rocce sono lì da migliaia di anni,sono state scavate dall’acqua, formano gallerie inesploratedi cui non si conosce la fine. (…)
Al di sopra ci sono capre dai denti dorati, coloratidi giallo perché mangiano i fiori dell’elicriso
che profumano di liquirizia. (…)
Non so come potrei pensare a tutto quello che ho intorno senza averlo prima visto almeno una volta.
Ma in fondo non conta.
Ogni cosa sembra tornare alla sua giusta dimensione, e questo è sufficiente.”

C’è tutto il fascino della Sardegna costiera, in queste righe tratte dal nuovo libro di Gabriele Bertacchini “Il mondo di cristallo – la Terra, l’uomo, la crisi ambientale”, Robin edizioni. Un saggio sull’ambiente contemporaneo che ci trasporta con forza e delicatezza dentro il mondo che ci ospita e che ci invitaa riflettere sulle attuali emergenze ambientali, quali conseguenza di un modello di vita che abbiamo costruito e nel quale ci siamo rinchiusi a vivere.
“Il mondo di cristallo – spiega l’autore – rappresenta il nostro tempo, fatto di regole e leggi inventate che si scontrano in continuazione con quelle della natura, e che forse oggi subiamo. Rappresenta un mondo che non riesce più a cogliere tutto quello che esiste al di fuori, che tuttavia è necessario riscoprire.
Sono convinto che la via da seguire sia tornare a meravigliarsi di fronte a tutte le piccole e grandi bellezze del creato, come un fiore o un filo d’erba. Solo in questo modo sarà possibile tornare a ristabilire un contatto emotivo con la Terra per sentirsi nuovamente parte di essa. Dopotutto si protegge ciò che si ama ma si ama solo ciò che si conosce.”

Dall’orizzonte, poco prima che il giorno finisca, i colori corrono in ogni direzione avvolgendo ogni cosa.
È un piccolo momento che pure è sufficiente, e rimane dentro per sempre.
Non ci sono limiti.
L’arancione, il rosa e il viola sono ovunque, tanto nell’aria quanto nell’acqua e nella sabbia.
È il regalo del Sole a tutti gli esseri della Terra. (…)
Le canne hanno i riflessi del bronzo più chiaro.
Il cuore si riempie di tranquillità, come se nientelo potesse turbare.
Voglio essere l’ultimo ad andarmene, per respirare fino in fondo l’ultima onda che si infrange sulla
sabbia, e vedere il mare diventare più scuro.
Un istante appena e la sera prende il sopravvento.
D’improvviso sembra che tutto le appartenga.
L’umidità scende leggera a ricoprire i giunchi vicino alla spiaggia.
Come vengo via mi commuovo, e non posso farea meno di farlo, perché tutto questo è parte di me, e
nutre i miei pensieri più belli.”
“Alcune pagine sono scritte e ambientate in Sardegna – ci racconta l’autore. Per scrivere non posso che prendere spunto da quello che osservo ogni giorno. Per scelta di vita passo più di tre mesi l’anno a San Teodoro, con di fronte l’isola di Tavolara. Sin da bambino, quando le cose erano molto diverse, ho vissuto quei paesaggi in compagnia dei miei affetti. I profumi e gli odori mi sono rimasti dentro.
Negli anni ’80 e ’90 ho visto la costa cambiare in fretta.
Nonostante quei cambiamenti, la Sardegna è ancora una delle poche terre, perlomeno in Italia, che ha mantenuto intatto il suo spirito più autentico. L’interno, e non solo, mantiene elevati livelli di naturalità. La gestione dell’uomo, meno forte che in altre zone, non ha modificato completamente i delicati equilibri dei boschi e delle macchie selvatiche.
In tutto questo è possibile riscoprirsi, riallacciare per davvero un nuovo patto di amicizia con la Terra. Il mio, fondamentalmente, è un invito ad osservare, per lasciarsi guidare con semplicità da quello che si ha intorno.”
Massimiliano Perlato