“Ci si sveglia un mattino che è morta l’estate/e negli occhi tumultuano ancora splendori…E’ mutato il colore del mondo.” Così scriveva Cesare Pavese nel lontano ottobre del 1935 durante la sua permanenza a Brancaleone Calabro. In quel caso il poeta si affacciava all’autunno ma, con un mese d’anticipo, questo piccolo passaggio della raccolta di poesie “Lavorare stanca” non può che risultare attuale, reduci da un’estate variabile dal punto di vista climatico,  tra l’alternarsi del sole e giornate rattristate dal maltempo.

A risentirne è l’umore e ad accentuare questo stato d’animo si ripresenta puntuale ogni anno quella condizione che gli esperti chiamano “Holiday blues”, un disturbo di adattamento su base biologica che compare quando si passa da un periodo di riposo al ritorno alle proprie attività quotidiane lasciate in stand-by qualche tempo prima.

Ed ecco che sopra la scrivania si presenta una caterva di documenti da rimettere in ordine e tra bollette da pagare, armadi da cambiare, folla in mezzo al traffico da sopportare, si nasconde il ricordo della vacanza appena trascorsa, ancora inebriati dalle sensazioni piacevoli provate e da figure caleidoscopiche dei luoghi visitati. Difficile per i turisti e vacanzieri sardi rimuovere facilmente dalla mente quei colori e profumi che caratterizzano la nostra isola dal mare alla montagna, o dimenticare quei sapori forti  e genuini del cibo locale che senza troppe restrizioni si sono concessi abbondantemente; accade dunque di ritrovarsi a scorrere cartelle di immagini JPEG ormai  parte dell’archivio del computer con la speranza di sentirsi ancora così divincolati dagli impegni, pervasi da quel senso di libertà e meraviglia come solo una vacanza in una terra magica quale la Sardegna può regalare.

Tornando alla realtà l’idillio estivo potrebbe però al contrario trasformarsi in una vera e propria depressione post-vacanza ( o sindrome da rientro)  generalmente della durata di una settimana (secondo l’Istat più di persona su dieci ne è colpita) ma che nei soggetti più sensibili potrebbe scatenare problemi latenti più seri e duraturi con forti ripercussioni sia sul lavoro che sulla qualità della vita. La fascia d’età maggiormente colpita sembrerebbe essere quella compresa tra i 25 e i 40 anni, quando l’attività lavorativa è teoricamente più intensa.

RICONOSCERE I SINTOMI

Tra i segnali che potrebbero indicare una depressione post-vacanza si include: stanchezza o inquietudine, difficoltà di concentrazione, ansia, lacrime facili, sensazione di nostalgia e malinconia, insonnia, perdita di appetito o fame eccessiva, incapacità di riabituarsi a svolgere compiti ordinari, rabbia, in alcuni casi forte depressione. Se si sospetta una tale condizione rivolgersi al proprio medico curante.

COSA FARE

Il primo consiglio è innanzitutto quello di pianificare le ferie per conservare alcuni giorni dopo il rientro dalle vacanze e riprendere gradualmente confidenza con la casa e le proprie abitudini, in particolare nei confronti del ciclo sonno-veglia, il quale viene pesantemente alterato durante questo periodo.

Si consiglia di frequentare luoghi che rappresentano la propria quotidianità (il supermercato, la parrocchia, la palestra); non chiudersi in casa assolutamente nell’intento di recuperare ma continuare a vedere persone, vedere i propri amici e confrontarsi è sicuramente salutare; uscire all’aria aperta dedicandosi senza perder tempo ad un’attività sportiva, la quale stimola il rilascio di endorfine, i neurotrasmettitori della felicità dalle ottime capacità antidepressive ed euforizzanti.

Camminare a passo spedito, utilizzare per almeno mezz’ora la bicicletta o fare un po’ di nuoto possono indurre beneficio sul sistema immunitario oltre a contribuire a smaltire gli eccessi alimentari della vacanza. E’ utile supportarsi con tecniche di rilassamento come lo yoga per ristabilire una determinata condizione psico-fisica.

 

ALIMENTAZIONE

Vi sono degli alimenti che rappresentano efficaci rimedi contro la sindrome da rientro. Si consiglia di consumare cioccolato fondente, noci e legumi in generale, frutta e verdura in abbondanza i quali regolano il sonno, aumentano la capacità di concentrazione ed hanno potere antidepressivo, migliorando  l’umore. Prediligere in generale cibi ricchi di vitamine del gruppo B e C.

Anche gli acidi grassi omega-3 o Vitamina F contenuti in diversi tipi di pesce possono essere un valido aiuto.

Si consiglia di evitare il consumo di alcolici, caffeina, insaccati, fritture, latte e preferire l’alternanza di piccoli pasti alle grandi abbuffate.

 

AIUTARSI CON 10 RIMEDI NATURALI

Ginkgo Biloba

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Biancospino

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Magnesio

Passiflora

Escolzia

Tiglio

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