Maggio 22, 2019

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    Musica e Spettacolo

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    Era il 1965, l’anno della prima edizione di giochi senza frontiere, della nascita dei Doors, dei Pink Floyd e degli Scorpions. Al 15esimo Festival di Sanremo, presentato da Mike Bongiorno, trionfava Bobby Solo con “Se piangi, Se ridi".

     Era il 1965 e il primo sardo calcava il palcoscenico più famoso d’Italia conquistando un posto in finale. Lui era Vittorio Inzaina, classe 1942, nato a Telti e, dopo la vittoria al Festival di Castrocaro, conquistava l’Italia della musica con il brano Si vedrà, cantato con vigore alla kermesse nell’ accoppiata vincente con il gruppo malgascio di Les Surfs.

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    Il loro percorso all’interno del Tour Music Fest - Festival Internazionale della Musica Emergente - è iniziato a Luglio con la prima selezione live di Isili superata brillantemente con l’accesso alle seconda fase macroregionale; poi ad Ottobre la seconda fase svoltasi a Roma e ora, dopo 7 mesi di prove e sudore, i GRAVITY SIXTY sono stati scelti tra gli oltre 8000 artisti che hanno preso parte alle selezioni per contendersi il 19 Novembre a Roma la finalissima nazionale del Tour Music Fest il festival internazionale della Musica emergente presieduto da Mogol.

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    Ares Tavolazzi è un bassista e contrabbassista italiano di musica jazz. Ai più conosciuto come il bassista degli Area, storica band anni ‘70, e di Francesco Guccini, vanta collaborazioni importanti con diversi artisti che hanno tessuto le fondamenta della musica italiana, e che hanno contribuito a darle prestigio nel mondo. Oltre agli Area e Guccini, per l’appunto, tra i nomi della sua indescrivibile carriera compaiono Mina, Lucio Battisti, Finardi, Zucchero, Paolo Conte, Capossela, Bollani, fino ai nostrani Paolo Fresu e Antonello Salis.

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