La raffinatezza e la genialità folle, improvvisa, inaspettata. Così l’incontro con la musica e l’arte di Filomena Campus, l’artista sarda che dal 2001 conquista Londra con i suoi ritmi e le sue commistioni dove le melodie jazz s’intersecano con il teatro  e la sperimentazione. Una magia che si rinnova ad ogni evento e che tornerà oggi, 21 aprile, quando calcherà la scena del Soho Pizza Express insieme al mostro sacro del jazz  Antonello Salis

 Da Macomer al centro nevralgico dell’Inghilterra, Filomena Campus, signora del jazz e del blues, compositrice e regista teatrale, nel suo dar voce a una modernità che riesce a fermarsi a pensare e lasciarsi cullare da ancestralità e suggestioni spirituali, ha collaborato con numerosi artisti di fama internazionale del mondo della musica e del teatro come Paolo Fresu, Franca Rame, passando per Evan Parker, Kenny Wheeler, Orphy Robinson, Guy Barker, Jean Toussaint, Stefano Benni e Nana Simopoulus, per citarne alcuni.

Sua la creazione del Theatralia Jazz Festival che dal 2013 riunisce al Pizza Express Jazz Club di Londra successi di pubblico e speciali connubi musicali. Il Festival fu, per il primo anno (con il nome di My Jazz Islands), in collaborazione il primo anno con Forma e Poesia nel Jazz a Cagliari (città in cui fu ospitato uno degli appuntamenti) e con il Soho e l’Istituto Italiano di Cultura a Londra.

La ritroviamo in occasione del concerto del 21 aprile quando il palco londinese del Soho Pizza Express la vedrà duettare con Antonello Salis, poliedrico outsider del jazz internazionale. La raffinatezza decisa della voce di Filomena Campus incontrerà ancora una volta il pianismo percussivo dell’artista di Villamar per un risultato che si preannuncia come gli incontri voluti dal Destino: folli, inaspettati e carichi di poesia.

Del concerto del 21 aprile LondonJazz ha scritto: " Aspettatevi l'inaspettabile". Possiamo anticipare qualcosa a proposito delle sorprese di questa sera? 

Con Antonello la musica e' sempre imprevedibile! Ha un ottimo feeling con il mio quartetto composto da Steve Lodder (piano), Dudley Phillips (contrabbasso) e Rod Youngs (batteria) e riesce ad arricchire i nostri brani in modo originale, fresco, con una nuova energia. Ha una carica umana e musicale formidabile ed e' sempre stato uno dei miei 'jazz heroes' fin da quando ero una ragazzina. È  una gioia suonare insieme. 

Raccontiamo l'inizio della vostra collaborazione? 

Abbiamo lavorato insieme la prima volta in occasione della prima edizione di My Jazz Islands, a Cagliari, nel 2013, Antonello suonò  alcuni brani, ospite del mio quartetto inglese, e noi suonammo  in duo alcune sue composizioni. Ci siamo divertiti moltissimo e da allora abbiamo deciso di continuare la collaborazione  che ci ha visti musicalmente insieme a Roma, in Sardegna e Londra diverse volte. Per noi la situazione ideale in cui suonare  e' il teatro, come e' successo al festival Voci di Donna a Sassari alcuni anni fa dove abbiamo suonato in duo. E'  stata magia pura, un mix di jazz, teatro, poesia e improvvisazione che ha coinvolto il pubblico in modo quasi viscerale oltre che emotivo. 

Cosa vi accomuna e cosa vi differenzia? 

Ci accomuna l'amore incondizionato per la musica, per l'improvvisazione, la voglia di vivere i brani con l'atteggiamento di un bambino curioso di scoprire nuovi suoni, insomma di giocare. Siamo entrambi un po' clown.  

In quale modo andrete a raccontare la Sardegna a Londra? 

Credo che il sole e il mare sardo siano presenti nelle nostre note anche quando suoniamo composizioni di altri autori. Forse le atmosfere brasiliane sono quelle che si avvicinano  di piu'a quelle della nostra Isola e questa sera faremo, ad esempio, un omaggio a Hermeto Pascoal ed Egberto Gismonti. 

Quali sono i suoi prossimi appuntamenti?

Per quanto mi riguarda ho diversi nuovi progetti in pentola, prima di tutto la quarta edizione del Theatralia Jazz Festival (che prima si chiamava My Jazz Islands) il prossimo novembre a Londra. Quest'anno alcuni dei concerti faranno parte del London Jazz Festival, un passo davvero importante. Inoltre l'Istituto Italiano di Cultura e' diventato partner fondamentale di questo progetto, ne sono davvero felice. 

Ci sono possibilità affinchè il festival Theatralia arrivi in Sardegna dopo il successo di My Jazz Islands? 

Il festival nacque proprio in Sardegna nel 2013, e sarei felice di riportarlo nella mia isola creando un ponte solido tra l'isola e Londra.  I media inglesi come ad esempio JazzFM, la stazione radio jazz piu' importante in UK, sarebbero disposti a coprire l'evento live dalla Sardegna, sarebbe un'occasione ottima di promozione per la Sardegna.  Se ci fosse una proposta da parte di un partner locale potremmo parlarne, io sono principalmente un'artista e non una promoter,  per cui ci sarebbe bisogno di qualcuno che si occupasse dell'organizzazione in Sardegna. Sarebbe molto bello.

Mariella Cortés