Musica e Spettacolo

Sardegna e Sanremo. Un amore lungo 52 anni
Dal 1965 al 2017: il racconto di oltre cinquant'anni di talenti sardi al festival della canzone italiana

Era il 1965, l’anno della prima edizione di giochi senza frontiere, della nascita dei Doors, dei Pink Floyd e degli Scorpions. Al 15esimo Festival di Sanremo, presentato da Mike Bongiorno, trionfava Bobby Solo con “Se piangi, Se ridi".

 Era il 1965 e il primo sardo calcava il palcoscenico più famoso d’Italia conquistando un posto in finale. Lui era Vittorio Inzaina, classe 1942, nato a Telti e, dopo la vittoria al Festival di Castrocaro, conquistava l’Italia della musica con il brano Si vedrà, cantato con vigore alla kermesse nell’ accoppiata vincente con il gruppo malgascio di Les Surfs.

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I GRAVITY SIXTY in lizza a Roma per le semifinali della IX edizione del Tour Music Fest
Tour Music Fest è il più grande concorso europeo per band emergenti, presieduto dal 2007 dal M° MOGOL

Il loro percorso all’interno del Tour Music Fest - Festival Internazionale della Musica Emergente - è iniziato a Luglio con la prima selezione live di Isili superata brillantemente con l’accesso alle seconda fase macroregionale; poi ad Ottobre la seconda fase svoltasi a Roma e ora, dopo 7 mesi di prove e sudore, i GRAVITY SIXTY sono stati scelti tra gli oltre 8000 artisti che hanno preso parte alle selezioni per contendersi il 19 Novembre a Roma la finalissima nazionale del Tour Music Fest il festival internazionale della Musica emergente presieduto da Mogol.

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Note, pensieri e parole col Maestro Ares Tavolazzi
Intervista allo storico bassista degli Area e di Francesco Guccini

Ares Tavolazzi è un bassista e contrabbassista italiano di musica jazz. Ai più conosciuto come il bassista degli Area, storica band anni ‘70, e di Francesco Guccini, vanta collaborazioni importanti con diversi artisti che hanno tessuto le fondamenta della musica italiana, e che hanno contribuito a darle prestigio nel mondo. Oltre agli Area e Guccini, per l’appunto, tra i nomi della sua indescrivibile carriera compaiono Mina, Lucio Battisti, Finardi, Zucchero, Paolo Conte, Capossela, Bollani, fino ai nostrani Paolo Fresu e Antonello Salis.

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Bianca Atzei: Tale e Quale Show, la Sardegna e l'ironia
Ironia e un sorriso che contagia. L'amore per la Sardegna e i suoi profumi. La voglia di mettersi in gioco.

Ironia e un sorriso che contagia. L'amore per la Sardegna e i suoi profumi. La voglia di mettersi in gioco. Bianca Atzei, la cantante di origini sarde che in queste settimane sta conquistando il pubblico del Tale e Quale Show, si racconta per noi tra una trasformazione e l'altra, a pochi giorni dalla serata che l'ha vista, con i panni di Giorgia, sul podio del programma condotto da Carlo Conti. Dopo la partecipazione a Sanremo, nel 2015, l'uscita dell'album d'esordio "Bianco e Nero", le collaborazioni con Gianni Morandi, Loredana Bertè, Modà, il duetto con J.Ax nella nuova versione di Intro e un lungo tour estivo che ha coinvolto in maniera importante la Sardegna, eccola tra i concorrenti di Tale e Quale Show nei panni di Ivana Spagna, Loredana Bertè, Tina Turner e altri talenti vocali nostrani e internazionali. E, in attesa della finale, ci racconta i retroscena dello show ma, anche, della sua Sardegna da vivere attraverso i cinque sensi. 

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XOVER Autumn 2016 European Tour
13 date in 8 Paesi per il duo cagliaritano Casti-Mc Coy Fuller

Dopo alcuni tour europei e statunitensi, il duo XOVER, formato dal compositore Danilo Casti e dal performer Travis McCoy Fuller, è in partenza per un lungo tour che li vedrà presentare il loro ultimo lavoro audiovisivo “Beyond the Reflections” in svariate città europee. Cominceranno il 5 Novembre nel teatro Modrzejewskiej di Legnica (Polonia) al Festival Intermediale, per proseguire il 6 a Brno (CZ) al PRAHA / Fórum pro architekturu a média, l’8 all’ Intitute Nueun Medien di Francoforte (DE), ad Amburgo nella nave Stubnitz, Helsingor (DK), Oslo e Skien (NO), fino al festival Audio Art di Cracovia e nel mitico Mòzg Klub di Varsavia. L’ultima data è prevista per il 26 Novembre al Dal Verme di Roma.

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Il Carbonia Film Festival premia Anca Hirte e Nele Wohlatz
La giuria ufficiale del festival, composta da Valentina Carnelutti (attrice e regista), Irene Dionisio (regista) e Valia Santella (sceneggiatrice e regista), attribuisce due premi ai film del Concorso Internazionale Lungometraggi.

Si conclude oggi l’ottava edizione del Carbonia Film Festival con un bilancio estremamente positivo e che ha superato di gran lunga tutte le aspettative.Il doppio e ambizioso obiettivo di radicare la manifestazione nella città, cambiandogli il nome è stato ampiamente raggiunto: la ricaduta sul territorio e la risposta della città confermano infatti l’importanza di sostenere un tipo di festival come questo, collegato ai temi del lavoro e delle migrazioni, particolarmente attuali e molto sentiti nel Sulcis. Tutti i luoghi del festival, dal Cine-teatro Centrale, alla Fabbrica del Cinema, al FireOne StreetPark, all’Arena Mirastelle hanno accolto le tante persone che si sono alternate nei sei giorni dell’intensa manifestazione. 

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    Primo piano

    • La leggenda del castello di Galtellì
      Una notte dello scorso dicembre restai più di due ore ascoltando attentamente una donna di Orosei che mi narrava le leggende del castello di Galtellì. Il suo accento era così sincero e la sua convinzione così radicata che spesso io la fissavo con un indefinibile sussulto, chiedendomi se, per caso, queste bizzarre storie a base di soprannaturale, che corrono pei casolari del popolo, non hanno un fondamento, e qualcosa di vero. Il castello di Galtellì - la Civitas Galtellina, altre volte così fiorente e popolata, ora decaduta in miserabile villaggio - è interamente distrutto; restano solo i ruderi neri e desolati, dominanti il triste villaggio, muti e severi nel paesaggio misterioso. La leggenda circonda quelle meste rovine con un cerchio magico di credenze strane, fra cui la principale è che l'ultimo Barone, ovvero lo spirito suo, vegli giorno e notte sugli avanzi del castello, in guardia dei suoi tesori nascosti. 
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    • Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
      Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Urthos e Buttùdos
      Nella tradizione carnevalesca di Fonni, ci sono due antiche maschere che sono S’Urthu e Su Buttudu. La prima, è interamente ricoperta di pelle di montone bianco, e costituisce l’epicentro del rito simbolico. Viene tenuto tramite una grossa e pesante catena di ferro da due Buttudos, che lo tengono a bada nel suo tentativo di avventarsi contro la gente. Chi rappresenta S’Urthu, è generalmente una persona forte e agile, tant’è che riesce ad arrampicarsi sui balconi, sui muri e nei posti più impensabili, nel tentativo di sfuggire alla sua sottomissione, creando scompiglio e meraviglia tra la gente.
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    • Commuoversi davanti a un ormai raro giuramento tra innamorati
      Circa venti giorni dopo la sagra del Girotonno, per l’esattezza durante la notte di San Giovanni Battista, che cade tra il 23 e il 24 giugno, a Carloforte si festeggiano due ricorrenze dal sapore antico: la promessa degli innamorati o giuramento di fedeltà, e l’elezione del compare e della comare, un patto indissolubile e sacro che pone il legame tra i contraenti un gradino sopra l’amicizia. Un tempo la promessa degli innamorati consisteva in un vero e proprio cerimoniale nel quale l’uomo donava alla donna alcuni chicchi di grano, simbolo di abbondanza, mentre questa stringeva il rosario, simbolo di fede.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Boes e Merdules
      Il coinvolgente carnevale di Ottana conserva riti e maschere molto simili a quelli originali. È rappresentato da tre personaggi: Su Merdule, Su Boe e Sa Filonzana. Tutte le maschere di Ottana vengono in genere chiamate “Merdules”. Ma su Merdule vero e proprio indossa bianche pelli di pecora (sas peddes), porta sul capo un fazzoletto femminile nero (su muccadore), e sul viso ha una maschera nera antropomorfa (sa carazza) in legno di pero selvatico, dall’espressione impassibile; sovente la maschera è resa deforme da bocche storte, denti in evidenza o nasi lunghi e adunchi. Ha in mano un bastone (su mazzuccu) e una frusta di cuoio (sa soca). Non porta campanacci. Ha gambali in cuoio (sos gambales) e calza sos cusinzos o bottinos, le scarpe da campagna del pastore. Si suppone che il suo nome sia di origine nuragica: da “mere” (padrone) e “ule” (bue): padrone del bue.
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    • I personaggi del carnevale sardo: sos Mamutzones e s’Urzu
      Il Carnevale di Samugheo s’inserisce nelle celebrazioni carnevalesche degli ambienti agro-pastorali della Sardegna. Presenta alcune varianti originali che ne spiegano le antichissime origini. Su Mamutzone indossa pantaloni di fustagno, o velluto nero, e pelli di capra; i gambali di cuoio sono ricoperti da pelli di capra. Annodati alla vita porta campaneddas e trinitos (sonagli) e al petto dei campanacci in ottone o bronzo. Nasconde le sembianze umane sotto uno strato di fuliggine di sughero bruciato. Il copricapo è piuttosto originale: si tratta di un recipiente di sughero (su casiddu o su moju), rivestito di lana di capra e con delle corna caprine, a volte bovine. Alcuni Mamutzones portano un bastone; un tempo pare venisse avvolto con pervinca o edera, a somiglianza del “Tirso“, il bastone del dio Bacco o Dioniso. S’Urtzu: è la vittima della rappresentazione. Indossa una pelle di caprone nero, completa della testa; porta sul petto pelli di capretto e pesanti campanacci.
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