Efisio Arbau, nato a Nuoro il 18 novembre 1974, avvocato con studio a Ollolai e Macomer, sindaco di Ollolai dal giugno 2015. Già sindaco del paese dal 2005 al 2010. Dal 2010 al 2012 Consigliere della Provincia di Nuoro, dal 2013 al 2015 Consigliere Regione Sardegna. Fondatore del movimento politico "La Base", ha da sempre perorato le ragioni dei piccoli Comuni contro lo spopolamento delle zone interne, l'allontanamento dello Stato e la riduzione dei servizi pubblici. Ideale rappresentante della categoria  "Sindaci dei piccoli Comuni", con lui abbiamo discusso in merito alle problematiche che maggiormente attanagliano queste realtà.

 

1. Fare il Sindaco di questi tempi non è cosa facile, cosa l’ha spinta a candidarsi nuovamente?

Non è stato mai facile e non è più difficile di dieci anni fa. Semplicemente ci sono meno soldi e più burocrazia, come per le imprese e le famiglie. Mi sono candidato perché mi piace farlo e mi sembra di avere ancora l’energia e la passione per rendermi utile. Lo faccio a gratis per testimoniare che è una cosa che faccio volontariamente. Me lo posso permettere perché il lavoro me lo consente.

2. Cosa sta cambiando nel fare il sindaco tra ieri ed oggi?

In parte ho già risposto. Adesso non basta più fare l’ordinaria amministrazione, guardare il sito della regione ed aspettare che pubblichino qualche bando. Bisogna darsi da fare e dare coraggio alla propria comunità con il buon esempio.

3. Lei è stato anche Consigliere Regionale. Che differenza c’è a livello umano e nei rapporti con le persone?

Due mondi distinti. In consiglio regionale ho conosciuto l’indifferenza disumana. A livello locale amore ed odio più consoni alla nostra esistenza. E’ stata una bella esperienza anche quella regionale, perché ho lavorato dalla mattina alla sera portando risultati concreti: leggi approvate, dalle case ad un euro, alla burocrazia zero, passando per la legge sugli indennizzi ai pastori per la lingua blu ai soldi per il settore equestre.

4. Quali sono le difficoltà più evidenti che un piccolo Comune deve affrontare?

La burocrazia regionale e statale. Il sessanta per cento del tempo occupato in rendicontazioni inutili

5. Spopolamento, riduzione dei servizi, vincoli di bilancio. In cosa si è sentito, o si sente,  maggiormente impossibilitato?

La riduzione dei servizi è la cosa più grave ma qualche responsabilità ce l’abbiamo anche a livello locale quando non ci mettiamo d’accordo tra comunità limitrofe.

6. “Case a 1 euro”. La sua idea per contrastare lo spopolamento e ravvivare l’economia locale ha riscontrato notevole successo. Quali previsioni per il futuro?

Le case ad un euro non sono l’unica ricetta ma sicuramente sono uno strumento per portare capitali e persone nel nostro paese. Dietro c’è un progetto complessivo che dice un giorno si e l’altro pure ai cittadini di Ollolai: dobbiamo ritornare a lavorare la terra ed a praticare tutti i lavori “rurali” della nostra tradizione. Per fare questo il Comune di Ollolai  sta costruendo un proprio piano di sviluppo rurale assistendo i privati che vogliono fare domanda a valere sui fondi europei, statali e regionali.

7. Altri interventi degni di nota?

Il bonus bebè per i primi tre anni di vita, la mensa scolastica a chilometro zero, il taglio del 10% della tassa sui rifiuti,  lo sgravio di interessi e sanzioni per i cittadini che adempiono al pagamento dei tributi, il baratto amministrativo con “lo sconto” sulle tasse per i cittadini che si impegnano a svolgere lavori di pubblica utilità ed altre che definirei di ordinaria amministrazione che, tuttavia, da altre parti non esistono.

8. Considerato il costante arretramento dello Stato in presenza e servizi, cosa dovrebbe spingere i giovani a pianificare la propria vita in un piccolo centro?

La volontà di lavorare, inventarsi un lavoro, e vivere nella propria comunità. Io l’ho fatto dieci anni fa e non avevo nessuna sicurezza o contributo pubblico. Ma soprattutto il dovere di salvare la propria comunità dall’oblio. Servono soldati giovani e motivati.

9. In che ambiti può investire un piccolo comune per dare un po’ di vitalità all’economia e alla popolazione?

Il Comune ed il pubblico in generale è meglio che non si sostituisca all’imprenditore. Deve rimuovere gli ostacoli, mettere a disposizione il patrimonio pubblico, come facciamo noi con un’altra iniziativa sui cantieri forestali fai da te, ma poi deve lasciare fare al privato.

10. Che suggerimento darebbe a un giovane sardo?

Di credere in se stessi e nella propria comunità. Anche nelle altre parti del mondo la vita è difficile, precaria e complicata. In sintesi avere coraggio.