I vostri contributi

La Poesia: "Uno scorcio di Sardegna"
di Fabio Strinati

Da Capo Teulada, lembo estremo poetico

il mar Tirreno che si riflette sulle bianche

spiagge e le dune, gobbe al sole mai stanche

né esausto agli occhi un caldo saturo cuore

d’ isola il suo patrimonio assolato di colore.

Giare e tacchi colline come in un quadrante

d’orologio una clessidra vasta e pianeggiante;

rocce di calcare e di dolomia

come sul Gennargentu catena coi rifugi

al vento l’aria pettinando la Taxus baccata

i pochi residui della vita sulla morte

che speranza sui rami, dell’altura prospera

e procrea l’aria  di Sardegna che

del vento spira la sua porta, su “ pietre spaccate “

cima rotonda e spoglia Punta La Marmora

coi suoi nevai di temperatura l’altitudine.

FABIO STRINATI

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Impossibile non amare la Sardegna e i sardi. Emozionante lettera di un turista vicentino in vacanza

Sono da poco rientrato da due settimane trascorse in giro per la Sardegna. Non ho scritto nulla sui miei spazi social durante i miei giorni nell’isola. Ho lasciato parlare le molte immagini fotografiche, abbagliato da ciò che vedevo, sentivo, odoravo, gustavo e toccavo. Perché l'isola mi è esplosa intorno, e inevitabilmente mi è esplosa anche dentro. Ma poi il risultato di queste deflagrazioni necessita di tempo per posarsi e decantare e ci vorrà ancora ulteriore tempo per coglierne appieno l'essenza e la persistenza. 

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Lettera aperta inviata all'Azienda Sanitaria Locale di Oristano

Con molto stupore e disappunto abbiamo appreso la notizia che l’ ASL di Oristano presso l’ospedale San Martino ha predisposto l’ambulatorio infermieristico per intensità di cure ai diabetici. Il modello innovativo – come dichiarato - si basa sulla valorizzazione della figura dell’infermiere, sulla maggiore sicurezza, appropriatezza e continuità dell’assistenza. Sono spiacente sottolineare che tale modello non è stato sottoposto alle organizzazioni dei diabetici ADIG Sarda.

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Povera Sardegna
di Fabio Barbarossa

E pensare che i nostri Antenati avevano portato sino a noi, a costo di grandi sacrifici e spesso della loro stessa vita, questa Terra intatta e a prova di inquinamento ambientale. Oggi, leggendo L’Unione Sarda, sembra di vivere proiettati in un’altra dimensione temporospaziale, apocalittica e catastrofica, dove fanghi acidi e polveri bianche, ricche di sostanze tossiche e di veleni mortali, stanno invadendo parte del nostro territorio ed alcune oasi naturalistiche, come la Laguna di Santa Gilla, invidiateci da tutto il mondo.

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La mia Sardegna
di ANNA MARIA DI PLACIDO

365 giorni..questi i lunghi giorni che mi separano da LEI, da viaggio a viaggio. Ogni anno l’estate dovrà scorrere in fretta per accogliere, al più presto, SETTEMBRE…quel mese che per me, ormai, significa SARDEGNA! Il lungo viaggio in traghetto è il mio dormiveglia, un momento di sospensione  finchè, alle prime luci dell’alba o allo spuntare della luna, riesco a scorgere- nonostante la miopia- la sagoma di Tavolara che, imponente, sembra aspettarmi con impazienza e salutarmi…in quell’attimo mi si gonfia il cuore e mi abbandono al mio SOGNO. Sogno che da qualche anno è diventato nostro, perché la meraviglia è ancora più bella in due. Non so spiegarmi la natura o l’intensità di questo legame con l’isola anche se, velatamente ed in sordina, ha sempre fatto parte della mia vita.

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La sovranità popolare è sull’orlo di un precipizio
di Tatiana Picciau

Oggi è stato un giorno d’importante cambiamento per gli USA, Donald Trump è stato eletto come nuovo Presidente.  E’ successo davvero, il nuovo rappresentante degli Stati Uniti è un personaggio televisivo, il candidato più improbabile.

Molti pensano che tutto ciò non ci riguardi perché siamo Italiani e la nostra politica è ‘diversa’, ma il risultato di queste elezioni potrebbe significare un’altra cosa: una perdita di fiducia nei confronti della politica attuale e soprattutto nella figura del tipico uomo politico, che è visto ormai come individuo corrotto che ” predica bene e razzola male” e che pensa solo ai suoi interessi.

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    Primo piano

    • I 3 martiri sardi menzionati nel Martirologio Geronimiano
      Antico calendario che riporta l’elenco dei martiri venerati nelle diverse località del mondo cristiano, sia in Oriente che in Occidente. Erroneamente attribuito a S. Gerolamo, dal quale ha preso il nome, si tratta in realtà di una compilazione anonima redatta, nella versione originaria, in Italia settentrionale nel secondo quarto del V secolo. Sebbene abbia un carattere assai scarno, il testo contiene le indicazioni essenziali per la celebrazione dei diversi martiri (le cosiddette “coordinate agiografiche”); per ogni giorno dell’anno registra, infatti, il nome di tutti i martiri festeggiati in quella data -si tratta, in genere, della data della morte, che i cristiani consideravano, tuttavia, il dies natalis- preceduto, ciascuno, dall’indicazione del luogo in cui ricorre la celebrazione, luogo che corrisponde, di norma, alla regione o alla città che custodisce l’oggetto che ha ingenerato il culto, ossia il sepolcro del martire.
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    • Dj Fanny: "Baglioni portami a Sanremo"
      Per passione fa il dj e la musica è il suo mondo. Andrea Turnu, di Ales (Oristano), ha 30 anni e da sei gli è stata diagnosticata la terribile SLA. Andrea vive immobile in un letto, ma i suoi occhi non si fermano mai. Dai suoi profili social (il suo account Facebook è significativamente #ConGliOcchi) comunica, lancia proposte, pubblica dirette video, partecipa a campagna di raccolta fondi per la ricerca. 
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    • A Mamoiada la magia dei fuochi di S.Antonio
      I fuochi di Sant'Antonio Abate illuminano il 16 e 17 gennaio Mamoiada, un rito propiziatorio millenario tra il sacro e il profano. Una quarantina di roghi, col suggestivo gioco di luci e bagliori, bruciano fino alle prime luci dell'alba tra slarghi e piazze. Il 17 pomeriggio, dalle 15 fanno, la loro comparsa le figure tradizionali dei Mamuthones e Issohadores, con i giri attorno al fuoco e le processioni danzanti per le vie del paese.
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    • Giulia Achenza: vi racconto la mia Sardegna, culla della bellezza
      Un mondo onirico, fatto di fotogrammi di luoghi in cui sappiamo di non essere mai stati ma per cui vien facile provare quella nostalgia della lontananza che i tedeschi chiamano "Fernweh". Un mondo in cui i personaggi si fondono con la natura e con la casa che, spesso sono uno stesso corpo. Un mondo di ricerca attenta e collaborazioni importanti che fanno di Giulia Achenza, classe 1989, una delle videomaker più promettenti della nuova generazione.
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    • Teatro: Macbettu miglior spettacolo 2017
      Il dramma shakespeariano trasportato in una Sardegna arcaica e senza tempo. Macbettu di Alessandro Serra, prodotto da Sardegna Teatro in collaborazione con Teatropersona, è vincitore del Premio Ubu 2017 come miglior spettacolo dell'anno.
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    • Il Natale nella Letteratura sarda
      Salvatore Cambosu in Miele Amaro, il suo capolavoro, - che possiamo, considerare un’antologia, un catalogo generale dell’identità sarda, della sua storia e della sua civiltà - ora come etnologo e antropologo, ora come demologo e storico, ma soprattutto come narratore e poeta, racconta dall’interno, dal sottosuolo, facendosi portavoce del popolo, una sardità non mitizzante ma ancorata alla realtà. E con essa descrive riti e tradizioni. Fra i tanti temi a lui molto cari e tra i più frequentati vi è il Natale. Ecco cosa scrive in proposito nel capitolo Poesie Natalizie liete e tristi: «Certo, ci vuole proprio un villaggio perché un bambino come Gesù possa nascere ogni anno per la prima volta. In città non c'è una stalla vera con l'asino vero e il bue; non si ode belato, e neppure il grido atroce del porco sacrificato, scannato per la ricorrenza. In città è persino tempo perso andar cercando una cucina nel cui cuore nero sbocci il fiore rosso della fiamma del ceppo. E infine, con tante luci che vi oscurano le stelle, è troppo pretendere attecchisca la speranza che, alla punta di mezzanotte, i cieli si spalancheranno e dallo squarcio s'affaccerà una grotta azzurra...».
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