Economia

La Sardegna e le statistiche 2016: numeri inquietanti

Un quadro impietoso quello che emerge per la Sardegna dagli ultimi dati Istat, Eurostat e dal Rapporto OsservaSalute 2015. Troppo semplice pensare al paradiso terrestre, all’isola delle vacanze, delle feste e delle tradizioni, dell’ospitalità, del buon cibo. Siamo di fronte a un paradosso, la realtà che scaturisce dalle indagini è ben più scura del sole che splende sulle nostre coste: povertà, disoccupazione, imprese costrette a chiudere, malessere sociale, spopolamento.

 

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Mercato del lavoro 2015 nel Nuorese. I dati sono pessimi, altro che ripresa
DI ROBERTO BORNIOLI*

Altro che ripresa economica, il rapporto sul mercato del lavoro nel 2015 elaborato dal Servizio di Statistica regionale sui dati diffusi venerdì scorso dall’Istat è un bagno di sangue per il Nuorese, dove tutti gli indicatori risultano negativi e in grave peggioramento. Il quadro è molto preoccupante e offre la cartina di tornasole dello stato di salute di forte sofferenza della provincia di Nuoro.

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Un albero non può crescere all'infinito
DI SIMONE TATTI

L'economia non è di certo un albero e non può, ovviamente, essere paragonata ad esso. Tuttavia è una metafora attraverso la quale il concetto di una crescita infinita e sostenibile è ben esemplificato. In barba alle teorie Keneysiane e Monetariste si discute, in una fase di sostanziale stagnazione e di impotenza da parte delle Banche Centrali, su quale sia la giusta politica economica da seguire. Probabilmente si dovrebbe parlare, invece, di giuste politiche sociali.

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Ecco perché crollano le Borse
di BENIAMINO MORO

Dall’inizio dell’anno, le borse mondiali hanno imboccato un trend di fondo negativo. In Europa cedono in particolare i titoli bancari. Molti analisti e commentatori si chiedono se siamo agli albori di una nuova crisi finanziaria globale, che nel Vecchio Continente, ancora una volta, coinvolgerebbe l’inestricabile inviluppo tra banche e debito sovrano. Perché le borse crollano? Perché i mercati sono diventati eccessivamente volatili e condizionati dalla paura e dall’incertezza? Per rispondere a queste domande, è necessario distinguere i fattori globali di instabilità da quelli europei e, all’interno di questi, i fattori specifici del nostro Paese.

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Sardegna Centrale: grave crisi economica, demografica e sociale
Non c’è più tempo, via al Piano di rilancio.

Da oltre due anni Confindustria ha denunciato in tutti i modi possibili, e quasi in solitudine, le conseguenze devastanti prodotte sulla Sardegna Centrale e sulle sue zone interne da una serie di criticità che si sovrappongono alla gravissima crisi economica. Effetto clessidra, spopolamento, degrado infrastrutturale, solitudine delle imprese, pericoli derivanti dalle riforme in atto. Temi che abbiamo evidenziato con insistenza in numerosi convegni, conferenze stampa, interventi sui media, dossier, dibattiti pubblici, incontri con istituzioni e politici. Nuoro è la 5° provincia italiana più colpita dalla crisi.

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Il Manifesto del MPS in manifestazione a Cagliari Martedì 23 Settembre
La Sardegna è la prima regione italiana produttrice con il 70% del latte ovino e il 50% del latte caprino.

In Sardegna la pastorizia ovi-caprina è costituita da oltre 16.000 aziende, con un patrimonio di capi di oltre 3.000.000 di ovini e oltre 250.000 caprini. Siamo la prima regione italiana produttrice con il 70% del latte ovino e il 50% del latte caprino. Si tratta, dunque, di un settore strategico che dà vita ad altre decine di attività creando interesse economico e sociale e che, soprattutto, svolge un ruolo ambientale fondamentale garantendo la manutenzione di oltre il 70% del territorio isolano. Nonostante il ruolo di gestione e manutenzione del territorio sia, oramai, riconosciuto a tutti i livelli ci siamo accorti, con sorpresa e rammarico, che nella stesura della nuova PAC nazionale, per questo settore non è stato inserito alcunché nel piano zootecnico nazionale.

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    Primo piano

    • Gramsci: Quaderni del carcere a studenti
      "Scarmigliato studente fuori sede che amava il sardo, il latino e il greco, ma anche la scienza e la tecnica: Antonio Gramsci". Il Fai Sardegna annuncia con questo titolo le iniziative legate alle celebrazioni per gli 80anni dalla morte del grande pensatore e intellettuale, tra i più tradotti e letti al mondo, avvenuta a Roma il 27 aprile del 1937.
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    • Il tributo di Antonio Marras ad Eva Mameli Calvino
      "Sembravo timida ma non lo ero per niente. Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare.Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto,però sapevo che desideravo scoprireper essere utile.A chi o cosa lo ignoravo ma l'ideadi diventare qualcunomi accompagnò sempre in quegli anni."Eva Mameli Calvino     Chissà se anche lei, Eva Mameli Calvino, che "sembrava timida ma non lo era per niente", si sarebbe unita a quella liberatoria danza dei fiori in chiusura della sfilata che Antonio Marras ha realizzato ripensando a questa donna straordinaria. Se, sulle note di un grammofono, avrebbe volteggiato tra i suoi fiori, leggera come il movimento di una corolla, per poi ricomporsi e tornare a studiare, scoprire, annotare. Antonio Marras la immagina così e racconta, in occasione della Milano Moda Donna 2017, la nuova collezione Autunno Inverno con la leggerezza di una danza tra i fiori, ripensando alla grande scienziata del Novecento e in un gioco di corrispondenze, incontri e desideri unisce la passione per la natura a quella per la danza.
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    • Il mare della Sardegna al top su TripAdvisor: 5 su 10 sono sue
      Cinque delle dieci spiagge più belle d’Italia sono in Sardegna. L’isola, infatti, domina la classifica nazionale 2017 TripAdvisor, in base alla qualità e alla quantità delle recensioni e del punteggio attribuiti dai viaggiatori negli ultimi dodici mesi. E allora, la più amata è in Sicilia, ed è la spiaggia dei Conigli di Lampedusa, seguita a stretto giro, al secondo e al terzo posto nelle preferenze dei vacanzieri e degli amanti del bel mare, Cala Mariolu e Cala Golortzè a Baunei. In quinta posizione, invece, si attesta La Pelosa di Stintino, sesta Porto Giunco a Villasimius, mentre Is Aruttas a Cabras chiude degnissimamente la top ten.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Su Sennoreddu e sos de S'Iscusorzu
      Il carnevale di Teti è stato reinterpretato recentemente per volontà di un gruppo di giovani del paese, volenterosi di promuovere una rappresentazione folclorica, che pone le sue basi su un’antica leggenda popolare che, a sua volta, fa riferimento a fatti storici realmente accaduti.
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    • La leggenda del castello di Galtellì
      Una notte dello scorso dicembre restai più di due ore ascoltando attentamente una donna di Orosei che mi narrava le leggende del castello di Galtellì. Il suo accento era così sincero e la sua convinzione così radicata che spesso io la fissavo con un indefinibile sussulto, chiedendomi se, per caso, queste bizzarre storie a base di soprannaturale, che corrono pei casolari del popolo, non hanno un fondamento, e qualcosa di vero. Il castello di Galtellì - la Civitas Galtellina, altre volte così fiorente e popolata, ora decaduta in miserabile villaggio - è interamente distrutto; restano solo i ruderi neri e desolati, dominanti il triste villaggio, muti e severi nel paesaggio misterioso. La leggenda circonda quelle meste rovine con un cerchio magico di credenze strane, fra cui la principale è che l'ultimo Barone, ovvero lo spirito suo, vegli giorno e notte sugli avanzi del castello, in guardia dei suoi tesori nascosti. 
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    • Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
      Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.
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