Il Fuori Salone 2018 di Antonio Marras: creatività, dettagli ed elogio della lentezza.

In occasione della Milano Design week, Antonio Marras dà vita a un allestimento di creatività fuori dal tempo

E’ frenesia e velocità, la settimana del Salone del Mobile di Milano. È ricerca forsennata della foto, del dettaglio, della story e del selfie perfetto. È brindisi veloci e incontri fugaci con l’innovazione e l’allestimento ricercato, da cercare nei vari distretti della città protagonisti del Fuori Salone, lesti, di via in via, di vernissage in vernissage.  Eppure c’è, in questi giorni dedicati al mondo del design dove tutto scorre senza sosta, un momento atteso in cui ritrovare la bellezza di un luogo dove tutto diventa etereo e lento.

Dove si celebrano, come in un sogno di primavera, le commistioni tra stili e personalità. Perché Antonio Marras, come sfugge alle logiche conformistiche della moda, sfugge a quelle di una metropoli che celebra la velocità come innovazione. Diciamo che lo fa, ma a modo suo.  E per questo, nel suo spazio, il Nonostante Marras, in Via Cola di Rienzo 8, crea quell’oasi leggera, dove tutto  sembra fluttuare in una dimensione altra e tutti sembrano fermarsi.

 

E’ come, improvvisamente, ritrovare la consapevolezza dell’apprezzare lento, del non guardare l’orologio, del gustare i dettagli e le storie.

Di ritrovare un amico o di conoscerne di nuovi.

 

 Ed è bello, riflettere su come il genio creativo di Antonio Marras che corre e corre e crea e mette in scena per subito ripensare al nuovo e sembra non potersi interrompere mai, in un flusso continuo di oggetti, abiti ed allestimenti, riesca a dare vita ad un’atmosfera di ossimori dove tutti, di punto in bianco, si fermano per assaporare ogni oggetto e angolo, consapevoli della loro caducità. Finito il Fuori Salone, il temporary bistrò Domus de Rana curato dalla famiglia Rana dove ritrovare sapori gusti e memorie gastronomiche sotto un tetto di fiori, seduti sulle poltroncine Saba che Antonio trasforma in tele dove le sue donne e i suoi fiori si arrampicano e spiano, sussurrano e osservano, lascerà che siano altre storie a raccontarsi e raccontare. La PREMIATADITTAMARRAS&CO, un trionfo della collaborazione tra settori diversi e uguali, ha così celebrato, nella Milano Design week, l’unione delle idee del design con quelle dell’altre, dell’architettura, della moda, dell’arredamento e del cibo in uno sfizioso gioco di saperi fatto di vasi e piastrelle, di carta da parati, cuscini e divani, grembiuli, tovaglie, runner... che portano i nomi della Fabbrica del Lino, Fantin, Kiasmo, Saba, Wall&Decò e personalizzati dal tocco, inconfondibile, di Antonio Marras. Ad unire queste eccellenze del Made in Italy, l’amore per il saper fare e l’artigianalità congiuntamente a una innovazione che affonda le radici nel patrimonio artistico e culturale italiano. Non è un caso, allora, che sia una poesia di Dino Campana, “Fabbricare fabbricare fabbricare” ad accomunare sotto un unico alfabeto questo trionfo della creatività italiana, conscio di creare non solo cose, ma occasioni.

C’è, come sempre, la Sardegna che torna in un fiabesco richiamo al Manjar Blanc, tipico dolce algherese, con una scultura vivente alta 4 metri, fatta di gonne sovrapposte a ricordare un gigantesco ballo tondo.

  
Ed è Sardegna, soprattutto, nell’atmosfera slow dove il tempo è prezioso come le collaborazioni e dove nulla è casuale ma tale appare, dove quel concetto tanto caro alla famiglia Marras di “moda come linguaggio, come alfabeto, negli abiti come parole di un grande vocabolario” diventi, lasciando che a parlare siano le cose e gli spazi, patrimonio comune, unico coro di un sentirsi parte di qualcosa di bello ed effimero, di una caducità che è, per Antonio Marras, metafora dell’onda sulla battigia del mare della sua Alghero, che cambia sempre pur rimanendo se stessa, che trasforma, cancella e disegna, che incanta nell’unicità di un istante. 

Ph: Antonio Marras        

 

20 Aprile 2018      

Riproduzione riservata           

 

Mariella Cortes
Author: Mariella Cortes
Curiosa per natura, alla perenne ricerca di luoghi da scoprire, persone da raccontare e storie da ritrovare. 30 anni, laureata in Lettere e Comunicazione Multimediale, con radici a Desulo espanse a Sassari dove nel 2004 ho iniziato la carriera di giornalista (Albo dei pubblicisti) per carta, tv e radio. Il master in Marketing Territoriale mi ha portata a Milano, prima al Touring Club Italiano e poi al Sardegna Store dove per due anni ho raccontato la mia terra. Collaboratrice dell’Unione Sarda per cultura e spettacoli, lavoro a Milano come consulente nel marketing territoriale, nell’organizzazione eventi e nella formazione. FocuSardegna è il filo rosso con la mia terra che ha sempre qualcosa di dire, anche nei silenzi del vento che accarezza le rocce con i suoi profumi.

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