10 domande a

10 domande a... Gianpaolo Mele Corriga
Primo maestro del Folklore in Sardegna, direttore del Coro di Nuoro, è esperto di entomusica e tradizioni popolari della Sardegna

Gianpaolo Mele Corriga nasce  a Nuoro il 10 giugno del 1944. Compie studi di ingegneria tra Parma e Cagliari. Impegnato da giovanissimo nel campo della ricerca etno musicale in qualità di compositore e direttore del Coro di Nuoro, ne ha curato le edizioni della notevole discografica e audio visiva. Primo maestro del Folklore in Sardegna dal 1981, ha curato le colonne sonore di opere cinematografiche. Impegnato in politica, è stato Amministratore del Comune di Nuoro, Consigliere E.S.I.T  e I.S.R.E. Lo abbiamo incontrato per discutere dell’immenso patrimonio etnomusicale della Sardegna,partiamo.

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10 domande a... Efisio Arbau
Avvocato e Sindaco di Ollolai, già consigliere provinciale e regionale. Fondatore del movimento politico "La Base"

Efisio Arbau, nato a Nuoro il 18 novembre 1974, avvocato con studio a Ollolai e Macomer, sindaco di Ollolai dal giugno 2015. Già sindaco del paese dal 2005 al 2010. Dal 2010 al 2012 Consigliere della Provincia di Nuoro, dal 2013 al 2015 Consigliere Regione Sardegna. Fondatore del movimento politico "La Base", ha da sempre perorato le ragioni dei piccoli Comuni contro lo spopolamento delle zone interne, l'allontanamento dello Stato e la riduzione dei servizi pubblici. Ideale rappresentante della categoria  "Sindaci dei piccoli Comuni", con lui abbiamo discusso in merito alle problematiche che maggiormente attanagliano queste realtà.

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10 domande a... Paolo Fresu
Trombettista e flicornista di Berchidda, è un talento internazionale della musica jazz.

Paolo Fresu, trombettista e flicornista di Berchidda, è un talento internazionale della musica jazz. È docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali e vive tra Bologna, Parigi e la Sardegna. Ha suonato in ogni continente, con gli artisti più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni e a registrato oltre trecentocinquanta dischi. La sua etichetta discografica, Tŭk Music, dirige il Festival 'Time in jazz' di Berchidda ed é direttore artistico e docente dei Seminari jazz di Nuoro. Al momento l'artista é impegnato con una serie di progetti, per i quali svolge oltre duecento concerti all'anno, in ogni parte del globo.

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10 domande a... Bruno Murgia
Già consigliere regionale e parlamentare, dal 2013 è presidente dell'Istituto Etnografico Regionale (ISRE)

Bruno Murgia, 48 anni, nuorese, è stato consigliere regionale e parlamentare, occupandosi per lo più di cultura. È giornalista pubblicista e ha collaborato con diverse testate. La passione per la comunicazione lo parta a fondare il primo blog politico in Sardegna. Dal 2013 è presidente dell’Istituto Etnografico Regionale. Lo abbiamo incontrato per discutere di Cultura, Tradizione e ovviamente di Sardegna.

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10 domande a...Roberto Petza

Roberto Petza è uno dei più apprezzati talenti della gastronomia nazionale con riconoscimenti di carattere internazionale. Nato a San Gavino Monreale nel 1968,  dopo il diploma conseguito all’Istituto Alberghiero di Alghero lo chef decide di affinare la propria esperienza con una lunga permanenza nei migliori ristoranti in Italia e all’estero. Alla fine degli anni Novanta rientra in Sardegna inaugurando il ristorante “S’apposentu” e “S’apposentu al teatro lirico di Cagliari” raccogliendo grandi consensi.  Nel 2010 dà vita all’Accademia dell’alta Cucina Sarda nel paese della pasta, Siddi dove trasferisce, all’interno di una villa liberty dei primi del Novecento, il suo ristorante: nascono così  L’Accademia Casa Puddu e S’apposentu di Casa Puddu che vanta attualmente una stella Michelin e tre forchette Gambero Rosso. Il successo dello chef stellato e il suo apprezzamento da parte di amanti della buona cucina, grandi gourmet e note guide gastronomiche nazionali e internazionali ha le sue fondamenta nel suo essere portavoce di un’arte della gastronomia che mette al primo posto il rispetto della tradizione e dei prodotti locali.

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10 domande a...Paola Bacchiddu
Giornalista di origini sassaresi, attualmente vive tra Milano e Roma e si occupa della rubrica di politica "La Velina" sul quotidiano online Affaritaliani

Paola Bacchiddu, è una giornalista di origini sassaresi. Sin da bambina vive in diverse città italiane con la famiglia e dopo una parentesi cagliaritana, si stabilisce a Milano,  dove si forma e studia, conseguendo la laurea in lettere moderne all’Università degli Studi di Milano. Ha lavorato come giornalista, video maker, web video reporter, co-founder e stockholder con diverse testate tra cui Panorama, L’Espresso, Il Foglio, Agenda Digitale, Linkiesta e L’Unione Sarda. Responsabile comunicazione per la lista Tsipras nel 2014, a partire da settembre dello stesso anno fa parte della squadra di Michele Santoro nel programma televisivo Servizio Pubblico. Attualmente vive tra Milano e Roma e si occupa della rubrica di politica “La velina” sul quotidiano online Affaritaliani.
Con lei parleremo del suo percorso professionale, di giornalismo, e del suo duplice amore per la Sardegna e Milano.

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    Primo piano

    • La leggenda del castello di Galtellì
      Una notte dello scorso dicembre restai più di due ore ascoltando attentamente una donna di Orosei che mi narrava le leggende del castello di Galtellì. Il suo accento era così sincero e la sua convinzione così radicata che spesso io la fissavo con un indefinibile sussulto, chiedendomi se, per caso, queste bizzarre storie a base di soprannaturale, che corrono pei casolari del popolo, non hanno un fondamento, e qualcosa di vero. Il castello di Galtellì - la Civitas Galtellina, altre volte così fiorente e popolata, ora decaduta in miserabile villaggio - è interamente distrutto; restano solo i ruderi neri e desolati, dominanti il triste villaggio, muti e severi nel paesaggio misterioso. La leggenda circonda quelle meste rovine con un cerchio magico di credenze strane, fra cui la principale è che l'ultimo Barone, ovvero lo spirito suo, vegli giorno e notte sugli avanzi del castello, in guardia dei suoi tesori nascosti. 
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    • Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide
      Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Urthos e Buttùdos
      Nella tradizione carnevalesca di Fonni, ci sono due antiche maschere che sono S’Urthu e Su Buttudu. La prima, è interamente ricoperta di pelle di montone bianco, e costituisce l’epicentro del rito simbolico. Viene tenuto tramite una grossa e pesante catena di ferro da due Buttudos, che lo tengono a bada nel suo tentativo di avventarsi contro la gente. Chi rappresenta S’Urthu, è generalmente una persona forte e agile, tant’è che riesce ad arrampicarsi sui balconi, sui muri e nei posti più impensabili, nel tentativo di sfuggire alla sua sottomissione, creando scompiglio e meraviglia tra la gente.
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    • Commuoversi davanti a un ormai raro giuramento tra innamorati
      Circa venti giorni dopo la sagra del Girotonno, per l’esattezza durante la notte di San Giovanni Battista, che cade tra il 23 e il 24 giugno, a Carloforte si festeggiano due ricorrenze dal sapore antico: la promessa degli innamorati o giuramento di fedeltà, e l’elezione del compare e della comare, un patto indissolubile e sacro che pone il legame tra i contraenti un gradino sopra l’amicizia. Un tempo la promessa degli innamorati consisteva in un vero e proprio cerimoniale nel quale l’uomo donava alla donna alcuni chicchi di grano, simbolo di abbondanza, mentre questa stringeva il rosario, simbolo di fede.
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    • I personaggi del Carnevale sardo: Boes e Merdules
      Il coinvolgente carnevale di Ottana conserva riti e maschere molto simili a quelli originali. È rappresentato da tre personaggi: Su Merdule, Su Boe e Sa Filonzana. Tutte le maschere di Ottana vengono in genere chiamate “Merdules”. Ma su Merdule vero e proprio indossa bianche pelli di pecora (sas peddes), porta sul capo un fazzoletto femminile nero (su muccadore), e sul viso ha una maschera nera antropomorfa (sa carazza) in legno di pero selvatico, dall’espressione impassibile; sovente la maschera è resa deforme da bocche storte, denti in evidenza o nasi lunghi e adunchi. Ha in mano un bastone (su mazzuccu) e una frusta di cuoio (sa soca). Non porta campanacci. Ha gambali in cuoio (sos gambales) e calza sos cusinzos o bottinos, le scarpe da campagna del pastore. Si suppone che il suo nome sia di origine nuragica: da “mere” (padrone) e “ule” (bue): padrone del bue.
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    • I personaggi del carnevale sardo: sos Mamutzones e s’Urzu
      Il Carnevale di Samugheo s’inserisce nelle celebrazioni carnevalesche degli ambienti agro-pastorali della Sardegna. Presenta alcune varianti originali che ne spiegano le antichissime origini. Su Mamutzone indossa pantaloni di fustagno, o velluto nero, e pelli di capra; i gambali di cuoio sono ricoperti da pelli di capra. Annodati alla vita porta campaneddas e trinitos (sonagli) e al petto dei campanacci in ottone o bronzo. Nasconde le sembianze umane sotto uno strato di fuliggine di sughero bruciato. Il copricapo è piuttosto originale: si tratta di un recipiente di sughero (su casiddu o su moju), rivestito di lana di capra e con delle corna caprine, a volte bovine. Alcuni Mamutzones portano un bastone; un tempo pare venisse avvolto con pervinca o edera, a somiglianza del “Tirso“, il bastone del dio Bacco o Dioniso. S’Urtzu: è la vittima della rappresentazione. Indossa una pelle di caprone nero, completa della testa; porta sul petto pelli di capretto e pesanti campanacci.
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